THE BLOG THING: 1 bilancio ebdomadario
Il riassunto delle puntate precedenti qui ( e fate lo sforzo, che diamine! A cagare e fumare al bagno ci andate dopo che un po’ di emorroidi introflesse non ha fatto mai male a nessuno)
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Ho pensato di organizzare questa sorta di compendio di “storia della miserabile quotidianità degli inter-na(u)ti blog-dipendenti” suddividendo il lungo recit in capitoletti facili facili da estrapolare in quanto dotati di vita propria (correggetemi se sbaglio) e agilmente fruibili (tre minuti e quindici secondi per una lettrice qualunque, che tanto sarà impegnata a fare qualcos’altro en el mismo tiempo, due minuti e trentacinque secondi per un lettore di gialli di Scerbanenko o Frut & Luc., un minuto e quaranta per il creatore del fan club di Dostoevskij, 0 secondi + eradicazione del blog da parte dei lettori di 1)letteratura di serie A 2) lettori di saggi, storici e politici 3) lettori delle biografie di: filosofi contemporanei minori, santi della contro-riforma, esploratori del microcosmo, fanatici di omeopatia, fiori di bach, terapie olistiche, micro-elementi (questa è la peggiore fra tutte le categorie, credetemi!)
I giorno: di merda
II giorno: quanto sai di pornografia da uno a dieci?
III giorno: ci vuole amore per coniugare poesia e olio motore
IV giorno: (sanremo) primo fallimento certificato
V giorno: mi sento tutta strana
VI giorno: mi mancava il segretario!
VII giorno: mi riposo, e che credete!
I giorno: di merda
Lunedì è cominciato male. Avevo terminato gli All Bran ed ero di conseguenza totalmente incapace di espletare al meglio le funzioni scatologiche. All Bran fornisce infatti, in soli quaranti grammi di bastoncini del colore della merda ostinata, di consistenza sabbiosa e di sapore rivoltante, l’equivalente del 50% del fabbisogno in fibre giornaliero, permettendomi di metterla nel posteriore ai teorici dei “cinque alimenti ricchi di fibre al dì, altrimenti ti becchi un cancro proprio lì!”
Mi sono detta, visto che non si può essere salutisti il sabato e pure la domenica, oggi faccio colazione al bar.
Il bar di fronte all’ufficio non ha cornetti, non fa cappuccini, non serve succhi di frutta, non sa che le arance si possono spremere davanti al cliente, con un ricarico netto del 300% sul prezzo di costo.
- Mi scusi, che cosa vendete in questo bar?
- Birra, vino, superalcolici, sigarette, caffè-caffè, schedine totocalcio.
- Ma allora perché aprite dal mattino presto?
- Cosa vuol dire perché apriamo dal mattino presto? Ma che razza di domanda é?
-...
Il fatto è che quando non faccio colazione, non espleto, e mi viene la nausea. E’ psicologico direte voi. No, no. E’ proprio fisico. Mi sento un tappo sotto e una conato sopra.
Ho aperto l’ufficio con la passione di sempre, ho acceso i pc e mi sono detta: da qualche parte c’è un piccolo dio tutto per me.
Casella di posta: 15 messaggi wow!!!
Si comincia: 1
Mittente: coprofigo
Prologo:
Ballo danzo peto roto
Quante cose metto in moto!
Cara alessandraeco,
mi chiamo Annibale e ti scrivo in preda a una crisi di identità. Mi hanno detto che sei farmacista e magari mi puoi aiutare.
Io credo profondamente nell’importanza dell’ evacuazione. Non solo in termini meramente fisiologici ma piuttosto filosofici e psicologici. Che cosa è infatti il rapporto anale se non il desiderio di riprodurre e quasi immobilizzare l’istante supremo della defecazione?
Siamo tutti amanti viscerali della nostra merda. La prova: ogni volta che in pezzi di taglie diverse ci abbandona, ci scopriamo a misurarne le dimensioni, valutarne odore e consistenza, descriverne il colore, provare a indovinare i pasti che hanno composto quel meraviglioso puzzle che ora lasciamo ploffettare a malincuore nella tazza del cesso.
Quante volte avremmo voluto mostrarla a qualcuno e condividere tanto orgoglio, quante volte ci è costata fatica e sudore o sentiamo che ancora l’opera non è compiuta e usciamo dal bagno nervosi per l’imperfezione?
Ora, da qualche giorno, un tizio mi insulta nel blog dicendo che non sono sincero e convinto.
Il motivo? Se fossi un vero estimatore, dovrei mangiare la merda (per questo l'immagine l'avevo anche trovata ma ho deciso di soprassedere, in preda ai conati)!
Ma ti pare possibile che io non ci abbia mai pensato? Non ti sembra assurdo che non abbia avuto nemmeno la più piccola intuizione a questo proposito?
Ma allora non sono chi credevo di essere! E allora, chi sono?
Ah, tutto inutile, tu sei farmacista e di queste cose non capisci un cazzo. Sapete solo banalizzare la merda voialtri, con il vostro lattulosio, il dulcolax e i microclismi alla glicerina.
Addio
Sono corsa in bagno a vomitare. Poi sono andata al supermarket Murru e ho comprato un panino e un barattolo di Nuletta: pessima idea, davvero.
Messaggio 2
Mittente coprofigo
Scusamiiiiiiiiiiiiiiiiiii, scusa davvero, ho approfittato della tua pazienza per e del tempo che hai concesso alla mia mail per insultarti invece di esser riconoscente. So perfettamente sai che ognuno ha i suoi gusti e che non tutti possono essere appassionati di escrementi ma ritengo che qualsiasi tendenza vada rispettata se essa non è lesiva della libertà e dell’ altrui pudore. Non trovi anche tu?
E poi, dalla foto sembri carina! Dai, dimmi com’è la tua merda...
A presto
Oh DDio, aiutami!
Messaggio 3
Mittente coprovago
Brutta stronza, grandissimo pezzo di stitica, lo vedo sai che sei in linea e che non leggi le mie mail. Che cazzo c’hai, ti faccio schifo? Lascia solo che trovi il tuo indirizzo e vengo a farti un culo così. Baldracca costipata, diarroica fetente, che non sei altro!
Messaggio 4
Mittente copromorfo
Mi sento proprio un pezzo di merda. E’ che a volte sragiono, sai. Magari tu sei altrove e hai lasciato la connessione aperta. Il fatto è che la gente che è in linea e non vuole chattare mi fa uscire di senno. Davvero, per colpa loro, divento completamente pazzo.
Messaggi 5,6,7,8
Mittente coprofrenico
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
CI SEI? ALLORA, CI SEI? ALLORA, CI SEI?
Mi viene da pensare che questo è il tipico blogger di cui parla la mia amica Maria Teresa la quale per intenderci, non ha mai chattato, bloggato, commentato, avuto una parvenza di messenger in tutta la sua esistenza pallida e quadrata.
- A me questa gente che sta su internet sembra solo una massa di fanatici. Non hanno altro modo per fare amicizia che strimpellare una tastiera(?), non si sanno mettere in relazione, hanno paura di farsi vedere. Sono affetti da manie perverse. Sono insistenti, minacciosi, violenti, autistici...
Chiamo Maria Teresa
Io - Ciao cara, sono alessandraeco
MT- Ciao alex (alex mi fa incazzare anche più di ale, se questo fosse mai possibile)
Io - Ti ho smascherata. Col cavolo che non hai mai chattato su internet! Mi ci gioco gli attributi.
MT- Come hai fatto a capirlo? Ti sei fidanzata?
Io- .......
Io- E scommetto che ci hai anche fatto sesso, con qualcuno di questi pazzi virtuali!
MT- ....
Io- Si. Ce lo hai fatto. Di’, hai per caso conosciuto uno che si fa chiamare coprofago o copromorfo
MT-....
Io- Si. L’hai conosciuto.
MT- Non mi dire che ti ha contattata! Povera te. Sei nella merda.
Me ne sono tornata a casa presto. Col mal di pancia e una strana inibizione a svuotare le budella.
Ho preso una doccia.
Pensavo: chi l’avrebbe mai detto, Maria Teresa che smanetta su qualche porno chat e si fa penetrare alla greca dal mio nuovo amico pazzo furioso copronimo.
Cetto che la vita è strana...
Porca , porcissima, porcissimissima di quella vacca: ho dimenticato di comprare gli All Bran!!!
Che giornata di merda.
(puntate precedenti qui )
E la notte scese sul manager...
In principio creavit alessandraecoa agentiam bloggherariam et labori ufficium
Alle nove eravamo tutti e nove davanti al nuovo ufficio.
Io, mia madre che a forza di dirmi – ma sei proprio sicura di farcela da sola? – mi ha costretto a caricarla in macchina, imbavagliarla e immobilizzarla con un nodo multiplo omni-corporale utzbeco-thailandese , i fattorini di di “Ikmea” e “Euromincs” ex “Pisanu elettronica” con i miei due pc, due tavoli da lavoro, e gli arredi per l’ufficio della linea “élegance”, le gambe dei suddetti tavoli, della linea “Prakticamente”, portate a spalla da due sindacalisti degli inservienti della nave-traghetto A-scabbia (con i quali mi sono a lungo complimentata per l’ardimento e il senso di giustizia manifestato durante la vertenza con il porto di Torres), Renzo Ganau dell’autorimessa Ganau, Nonna Pinna la mia padrona di casa e il figlio Giambattista, titolare della rivendita di butano e affini Pinna, e il srilankese Angelo(rappresentante autorizzato per biglie fosforescenti da auto, organetti a carica manuale, antistress a manovella che si illuminano e accendini elettrici, con caricatore ad alito, che ha in appalto un metro quadrato di marciapiede fra il mio ufficio e "le garage de Monsieur Ganau"(si legge Ganò).
A parte me e i fattorini, che eravamo lì per lavorare sodo, tutti gli altri erano venuti a farsi un po’ i cazzi degli altri, ma poi mossi a pietà si sono dati da fare.
Abbiamo montato i mobili, deciso dove mettere la libreria, connesso i pc e le numerose periferiche, aperto l’opuscolo informativo della connessione a banda larga di ben otto mega ”telefacciotuttoioanchelaspesa”, ottenuto l’accesso a internet, verificato la linea telefonica. Abbiamo piroettato sulle tre sedie da lavoro, controllato ciascuno la sua casella di posta tranne nonna Pinna che aveva dimenticato la password, scorso le pagine di repubblica e unità per verificare che il governo non fosse caduto di nuovo, questa volta perdendo anche la faccia, oltre alla laicità (o l’aveva già persa? Non ricordo più...) e infine siamo andati tutti all’Euromincs, ex supermarket Murru, a comprare l’occorrente per i panini e delle bibite.
Siesta (pennichella)
Alle quattro del pomeriggio il tempo
Andava lento lento
Mia madre e nonna Pinna rivedevano sottovoce la teoria “ si stava meglio quanto si stava peggio”.
Gianbattista Pinna e Renzo Ganau fissavano alternativamente lo schermo di uno dei pc e me, con pupille dilatate e mano destra che tangheggiava sotto al tavolo da lavoro numero due.
Angelo mi mostrava foto del Sri lanka tentando di spiegarmi la sua nostalgia.

- a Colombo poche donne guidano la macchina, ecco perché non abbiamo bisogno di semafori, capisci? Sospirava.
Io annuivo convinta e quasi in sogno mi abbandonavo alla foresta cicaleggiante di scimmie intorno alla metropoli di grattacieli e baracche, al frusciare delle palme in una suite con piscina del mio barocco Hotel a cinque stelle, al riposo molle e lussuoso del mio statuto di turista occidentale.
Non avvertite anche voi il rollìo leggero della amaca imbottita di euro e dollari che vi culla mentre per incanto è ad altri che da la nausea?
Fine della Siesta
La musica è finita, gli amici se ne vanno.
Il primo giorno di lavoro comincia ora.
Ma dato che sono stanca, sono le cinque del pomeriggio e questa quaresima non è poi così austera mi concedo uno sguardo lascivo sulla mia casella di posta.
THE BLOG THING
anno 0: giorno sesto
Riassunto delle puntate precedenti: (siamo già alla quarta; porca iperbole!)
La coraggiosa imprenditrice nonché blogghista impenitente, sabrinamanca alias alessandraeco, decide di aprire un’agenzia di soccorso blog. Detto (più o meno) fatto. Acquista a credito i mobili per l’ufficio, affitta in nero una stanza, comincia a tappezzare la community con una pubblicità battente.
Reperisce una cliente alla quale scuce duecento euro con la tecnica dell’ipnosi cara al suo maestro, il mago Giovannino di telecì.
Il governo Prodi cade e si rialza. Si è sbucciato un ginocchio e ha perso la laicità.
Che domenica, ragazzi!
Ancora non mi rimetto dall’emozione.
Tanto per cominciare ieri notte sono stata sveglia sino a tardi per seguire gli sviluppi dello sciopero degli inservienti della nave-traghetto A-scabbia nel porto di Torres che ha raggiunto picchi di tensione davvero drammatici.
I carabinieri, giunti a coadiuvare l'azione della polizia marittima, dopo essersi consultati lungamente con le radio sono scesi dalle auto e hanno circondato la nave.
Gli inservienti allora si sono messi a lanciare loro coperte piene di peli di culo, scarafaggi e vomito secco da maldimare.
La mossa imprevista ha fatto perdere la concentrazione ai valorosi che sono affondati nella melma torrida sino alla cintura.
L’appuntato Colabrodo ha tentato senza successo di scalare l’imbarcazione. E’ stato fermato a suon di RANDELLATESULLEUNGHIE dal leader del comitato degli hommesdechambre.
Immaginate il mio stupore quando d’un botto ho realizzato che le armi utilizzate per procurare infiniti lutti agli achei altro non erano che le preziose gambe del mio tavolo da lavoro.
Mi sono contorta in mille spasimi. Fortunatamente la rissa è stata sedata grazie all’arrivo di don Gavvino, il parroco di Santa Pacs.
La chiesetta roman(T)ica di Santa Pacs è situata sul bordo della rocca che si affaccia sulla minuscola ma deliziosa baia di San Gavvino (non don Gavvino).
Una triste statistica recita però che vi si celebrano più funerali che matrimoni.
Sembrerebbe infatti che tutti gli infelici, etero-bi-tri e tetri sessuali nonché le coppie di fatto, come un’amica di mia nonna e la cugina, rincoglionite e ridotte al lastrico dalla pensione sociale, si rechino alla chiesa con l’intento di celebrare un matrimonio d’amore e d’amicizia ma, scacciati/e dal Tenebrosum Diktat di Ratzi e costretti nella contemplazione di un siffatto splendido panorama, non trovino altra strada che quella, granitica e in pendenza, della rocca di san Gavvino.
Ma non perdiamoci in ciance.
Don Gavvino, il Salvatore, è giunto armato di santa pazienza.
Ha ricomposto il pasticciaccio.
Ha acquietato gli animi.
E ha delicatamente levato di mano agli inservienti le gambe del mio tavolo.
L’altra grande novità è la mia seconda cliente.
Eh si, perché credo di aver pescato un pesce moolto grosso, stavolta.
Questo il suo accorato messaggio:
Cara alessandradeco, sono qui per un restilizzo (si può scrivere "restilizzo"? si può perché io l'ho appena scritto)
non so se l'adotterò nel caso Ella voglia provvedere, ma faccia o non faccia con comodo; intanto io andrei a lincarla se cio non la disturbisce.
p.s.
un blog tipo lullina lullosa per me, no?
be' veda lei, eh?
ciao
p.s. questo il mio cellulare: 4848484848
Marialagnocca
Sono in fibrillazione. Primo perché il blog della suddetta Gnoccona è stravisitato da ipotetici utenti-clienti( non sono del genere ti amo che se tu non mi ami/ma se mi ami è meglio/mi fai piangere sei un bastardo/quando fai così ti amo anche di più ma bisogna pur accontentarsi). Secondo perché il sito in questione è perfetto, non ha una stramaledetta virgola fuori posto ergo...
E' maria che sta attraversando una profonda crisi anche detta blog-esistenziale.
E come il mago Giovannino insegna, un paziente depressivo-reattivo è il principe dei clienti.
Controllo il credito sul cellulare: merd...ho due euro e cinquantasette centesimi.
Tento un classico del genere.
- Pronto? Marialagnocca?
- Si? Sei alessandraeco? Che piacere!
- Marialagnocca mi senti?
- Si, io ti sento benissimo.
- Scusa, ma non sento nulla....pronto, pronto (a questo punto mi dovrebbero essere rimasti cinquantotto centesimi)
Riattacco.
Aspetto.
Niente.
Questa dev’essere una dura.
No, no, eccola.
- Pronto, sono Marialagnocca.
- Ciao Maria, ora ti sento benissimo.
- Bene. Per cominciare grazie di cuore per avermi subito chiamata anche se avevi solo due euro e cinquantasette centesimi di credito e ne hai spesi uno e novantanove per farti richiamare. Lo apprezzo davvero.
- (questa mi ha “sgamato”; meglio star zitta e vedere dove vuole arrivare, tanto paga lei).
- Ti starai chiedendo perché mi rivolgo a te visto che ricevo più visite della tomba di Jim Morrison al cimitero monumentale di Père Lachaise e che il mio blog non ha una stramaledetta virgola fuori posto...
- (fremo per intervenire ma la tecnica del silenzio di Giovannino è infallibile se solo si ha il coraggio di praticarla sino in fondo).
- ...beh, il punto è proprio questo. La perfezione mi sta uccidendo. Soffoca ogni mio impeto non-dogmatico-spontaneista.
Ti faccio un esempio: ieri sera sono andata a mangiare la pizza con il mio amico Tommasinu Oldenu. Mi ha fatto due palle così con una crisi di bile contro i suoi lettori. Al punto che quando passava qualcuno davanti al suo tavolo, lui lo tirava per la giacca e gli urlava - hai letto il mio ultimo romanzo?- se quello rispondeva di si, gli sputava in faccia, se invece strabuzzava gli occhi e gracchiava - ma chi cazzo sei!!!?’?? - allora, fatto ancora più imbarazzante, lo baciava in bocca con lingua, saliva e tutto.
Quando sono tornata a casa, complice un vaporoso Chianti, avrei avuto voglia di trascrivere un poema in versi liberi che faceva più o meno così
(urlato con voce impastata e roca)
Peto e Ripeto
Parole mute, odorose di pudore
Trovano un pertugio
E si confondono tra effluvi (escatologici)
Di un’eiezione eterna.
Così tu, poeta dell’ovvio
Non taci i tuoi mal di pancia
Ma avanzi ci offri dell’escrezioni tue
Non mature per sortire indenni
Non esiste dio né creatura
Né logica né certezza
Né parole né teoria
Solo un fiume di vino dove affogar la testa
Un attimo prima che ci porti via
E l’attimo in cui il poeta
Di lunghi bislacchi versi
Non ha più peso
L’attimo in cui tutto rimpiange
Di fatto e di non fatto
E’ l’attimo in cui solo,
vive.
Avevo un’energia dentro di me, sapessi! Una forza che guidava la mia scrittura automatica.
André Bréton mi strattonava radioso di Chianti e della transumanza vicendevole delle nostre anime. Capisci ciò che intendo? Parlo di un’esaltazione DAVVERO LIBERA e invece...invece il senso di colpa mi ha inchiodato alla colta ragionevolezza e ho scritto un post brillante, arguto, provocatorio, amaro e ampiamente condivisibile.( qui)
- (scelgo il silenzio. E’ crudele lo so, ma ho novemila euro di debiti)
- E’ così grave?
- Senti, fammici pensare un po’ su. Un modo lo troveremo. Comincia a lavorarci un po’ da sola. Fammi un resoconto dettagliato della tua infanzia, padre madre fratelli sorelle gatti vicini . Tutto.
Su un punto non transigo: la terapia relazionale si paga.
- Certamente, ci mancherebbe altro. Ti mando subito un vaglia postale. Quanto ti devo?
E il settimo giorno alessandraeco si riposò.
THE BLOG THING
Riassunto delle puntate precedenti (siamo a tre, imperdibili episodi)
sabrinamanca cambia nome e lavoro: diventa alessandraeco, dispensatrice gratuita ( ma sotto sotto c’è puzza di truffa) di servizi bloggerari (titoli, commenti, link, profili, relookaggio completo del blog...)
S’indebita discretamente per mettere su uno studio professionale-professionale., seguendo le direttive del mago Giovannino e attende con ansia d’esser operativa.
Nel frattempo cade il governo Prodi.
Sembrerebbe che abbia già reperito un pollo(alessandraeco, non Prodi), ops, una cliente.
Ha l’ennesimo battibecco con sua madre (vi avevo già parlato di mia madre? No, no. Credo di no.)
Prego la giuria di non tenere conto di quest’ultima affermazione.
Anno 0: giorno terzo
Vi ricordate della mia cliente, mortenelcuore89, e dei problemi che il suo blog “lasciate ogni speranza, voi che entrate,” stava creando alla sua vita virtualo-sentimentale?
Abbiamo avuto un intenso scambio telefonico.
Da casa di mia madre.
Io infatti faccio parte di quella categoria che ha rinunciato al telefono fisso per una questione di principio e di etica e si piazza a casa di parenti amici per fare le cosiddette chiamate lunghe.
- Ciao mortenelcuore89. Ho dato un occhiata al tuo blog e ho alcune soluzioni da proporti.
- Wow, figo! Spara, dai!
- Beh, per prima cosa il titolo, poi lavoreremo un po’ sui colori dello sfondo e il contenuto dei post. A proposito, hai parlato a tuo padre della, ehm, remunerazione del servizio?
- Ma sei matta? Ti ho detto che glieli soffiavo, i verdoni, mica posso andare a chiederglieli. Me ne sgancia già trecentocinquanta a settimana, mica posso strafare.
- Trecentocinquanta(calcare su ogni sillaba, alla sarda)???? Madonnina santa! (dovrei dire piuttosto “la bagassa tua” ma sto tentando disperatamente di sdoganarmi dalla mia isolitudine)
- Non preoccuparti dei soldi. Li troverò. Per il momento lavoriamo sull’essenziale.( questo è lei che lo dice, non io)
- D’accordo. (questa, invece, sono io). Parliamo di titoli, ne ho qui alcuni che potrebbero fare al caso tuo:
domanièunaltrogiorno.splinder.com
blognuovovitanuova.splinder.com
primaveradellavita.splinder.com
lallegriadelgiorno.splinder.com
- Sai Ale (mi fanno incazzare a morte quando mi chiamano Ale. Ma secondo loro, perché avrei scelto Alessandra se era per farmi apostrofare come un pirla qualunque?), ho avuto un’idea geniale:
comesicambiapernonmorire.splinder.com
- (devo ammettere che non è male. Testimonia della presa di coscienza del suo pessimismo e della volontà ferma di un cambiamento)
Mi sembra che dovremmo eliminare il concetto di morte, in generale: lo vedo pesante. Ne convieni, mortenelcuore89?
- Può darsi che tu abbia ragione, in fin dei conti.
- Senti questa:
teneraviolenta.splinder.com
questo è perfetto. C’è la tenerezza, l’allusione alla violetta, e la componente aggressiva della tua depressione latente.
- Si, si. Mi piace da morireeeeeee
- Perfetto ti manderò all’indirizzo di posta le prove del blog.
- Uau, a presto Ale.
Sento gli occhi di mia madre puntati su di me con disprezzo appena velato.
- Che hai da fissarmi? Tanto lo so che cosa vuoi dire. Che sono come mio padre, una buona a nulla che non riesce mai a farsi rispettare. Che se non ci fossi tu starei a chiedere l’elemosina seduta per terra in angolo. Che non troverò mai la mia strada perché non so fare nulla, non ho idee e so soltanto venire da te per pranzare, fare telefonate dal tuo fisso e chiedere un prestito “solo sino a fine mese”, di tutti i mesi....(mia madre è andata via dopo il Che hai da fissarmi? Credo che sia in cucina a preparare il pranzo)
Per il resto, giornata morta. Gli inservienti della nave-traghetto A-scabbia tengono ancora in ostaggio le gambe dei miei due tavoli da lavoro e non sembrano voler mollare.
La compagnia telefonica “telefacciotuttoioanchelaspesa” non s’è degnata di cominciare le pratiche per l’allaccio della linea, senza, previo pagamento all’atto del contratto, dicono. Ma da dove li tolgo ottantanove euro in contanti?
Ricevo stamattina due poesiole dall’utente morboperenne:
malata d’agonia
feroce
del fiume (di sangue)
ricerco agognata
la foce
propongo la modifica seguente:
togliere “agognata”.
e:
Il morso dell’asino
è per sempre.
Nessuna modifica: è perfetto così.
Purtroppo sono servizi gratuiti.
Penso e ripenso a mia madre e mi incazzo a morte.
Allora, proprio mentre lei porta in tavola gli spaghetti ai pomodorini che io adoro e che devono essere mangiati caldi, lascio la stanza e mi attacco al suo telefono fisso.
- pronto, mortenelcuore89?
- Ah ciao Ale
- (putt....) Questa è una telefonata registrata. Conta sino a dieci guardando fisso il ritratto di Berlusconi che hai sulla parete sopra il telefono e quando avrò finito di contare sarai in trance e farai solo quello dico io. Uno, due...dieci. Ora, sempre tenendo la cornetta ben aderente all’orecchio, dirigiti verso la camera da letto dei tuoi genitori. Apri il primo cassetto del comò, alla destra del letto. Nel borsello di tuo padre ci sono due o tre scomparti. Non aprire quello esterno, dove ci sono soltanto due profilattici Durex, secchi e sbiaditi. Nel mezzo, assieme al passaporto, troverai il fascio dei biglietti. Ce ne sono parecchi? Immagino di si. Tirane fuori uno verde e due gialli, per il momento basteranno. Richiudi il portafoglio, il cassetto e la porta della stanza. Ora metti i biglietti in una busta con il seguente indirizzo:
Agenzia di pronto soccorso bloggerario s.r.l
Di Alessandra Eco
Via Santa Gavinuccia martire
p.sso ex Rivendita bombole e affini Pinna
071110000
Tattari (TT)
Hai fatto? Bene. Ora vai alla posta, compra un francobollo e spediscila.
Quando sarai tornata a casa, poggerai la cornetta sulla base, guarderai di nuovo il ritratto di Berlusconi e non ricorderai nulla di quello che è successo.
Gli spaghetti si sono raffreddati e mia madre mi fissa con sdegno.
- Sei incredibile. Non ti va bene niente di quello che faccio. Non agisco e sono una vigliacca. Opero, e sono solo una delinquentella da quattro soldi. (Mia madre s’è messa a letto per una pennichella, ho dovuto perciò pronunciare il mio discorso a bassa voce per non svegliarla)
Se tutto va bene in due giorni avrò i soldi per pagare il telefono.
Sento che tutto procede per il meglio!
Ogni riferimento a fatti e person(aggi) è puramente casuale
THE BLOG THING
Riassunto delle puntate precedenti (solo due).
L’utente splinder sabrinamanca, stufa della sua professione ben pagata e del contratto a tempo indeterminato crede di aver avuto un’idea geniale: aprire un’agenzia di pronto soccorso blog, e fornire agli utenti di splinder ma non solo, tutti gli strumenti necessari per ampliare la visibilità del loro blog.
Carica di fiducia, si indebita per circa diecimila euro per l’affitto di un buco e l’acquisto di arredi e computer, per dare inizio alla sua probabile folgorante carriera.
Ha infatti già ricevuto la mail di un possibile cliente da pelare.
Ho dimenticato di dire che ha adottato un nome professionale ed evocativo Alessandra (perché avrebbe sempre voluto chiamarsi così) Eco (il perché sembra chiaro, almeno a me)
Anno 0: giorno secondo
Mail ricevuta: 1
oggetto: aiutooooooooooooooo
karissima Alessandra,
sei mika parente di Eko, del nome della rosa?
Ke kulo, aver letto il tuo annuncio oggi, sono proprio nella merda.
Da circa due mesi ho aperto un blog di kui allego titolo

e c’è un tizio ke mi commenta tutti i giorni.
Si kiama inguaribileoptimista ed è un figo, davvero. Lui però pensa
ke io sia troppo negativa e dato ke è sotto fluoxetina da quando
la ex l’ha mollato perké scriveva tutti i giorni dei kommenti sul mio
blog, dice ke non può mettersi con un’altra sfigata.
Aiutami a fare un blog che gli faccia kambiare idea ti prego.
P. S. Lo so ke per un relookaggio di tutto il blog kiedi un pikkolo
contributo ma sono davvero al verde. Forse posso far sparire due o tre
verdoni dal borsello di mio padre: ti farò sapere.
Ti prego, ti prego, ti prego aiutami se no, non so più se vale la pena di vivere!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
mortenelcuore89
***
oggetto: RE aiutoooooooooooooooo
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