
Ne conoscevo la musica da bambina. Da ieri sera posso associare quella colonna sonora ad uno splendido film: rigoroso, asciutto, misurato, e per questo grandioso. Nemmeno per un attimo ho avuto la sensazione di un modo di fare cinema superato, semmai proprio il contrario.
che nasce dal blog dello scrittore Pierre Assouline su "Le monde" si sposta poi in seno alla stessa giunta della "mairie de la ville"e si concentra attorno al titolo dell'expo: "les parisiens sous l'occupation" che secondo l'assessore alla cultura della città racconta di una città felice e spensierata sotto la benevolenza dei tedeschi.Lo scrittore e il gangster
Ora vi racconterò una storia che ha dell’irreale, come ogni storia vera che si rispetti.
Un tizio, uno scrittore, si reca spesso in un carcere per fare dei seminari e dei corsi di scrittura creativa. Il bibliotecario lo coadiuva , i detenuti sono entusiasti. Si crea una bella atmosfera. Lo scrittore simpatizza con C. un vero e proprio gangster, a capo di una succursale della mafia locale, uno con i mezzi, insomma.
In prigione conosce anche una ragazza, moglie di un zingaro detenuto per furto, e scopre che lei abita nella cittadina. Lui, lo scrittore, viene dalla capitale. Si mettono quindi d’accordo perché l’uomo l’accompagni in carcere e la riaccompagni in città quando la attraversa per andar via. Solo, le visite della donna sono brevi mentre i suoi seminari durano delle ore, a volte prendono l’intera mattinata.
La donna non sembra preoccuparsene e propone all’uomo di darle le chiavi così potrà sedersi in macchina e aspettarlo. Un giorno però egli si accorge che l’automobile non è più esattamente dove è stata parcheggiata e decide di far più attenzione per confermare il sospetto che lei la utilizzi. Il giorno seguente il contachilometri cancella i suoi dubbi.
L’uomo è furioso – ti ho dato fiducia e tu che fai? Ne approfitti! Scendi dall’auto e sparisci
La donna, per nulla imbarazzata, lo insulta e lo minaccia.
Da quel momento la vita per lo scrittore diventa un inferno. La sua auto viene danneggiata continuamente. Degli individui lo seguono, lo insultano, lo aspettano sotto casa, minacciano di fare del male alla sua famiglia.
L’uomo è esasperato. Poi, l’illuminazione. Al seguente seminario si sfoga con il gangster suo amico il quale lo rassicura – non ne parliamo più, i tuoi problemi sono già finiti.
E così è, gli zingari spariscono dall’oggi al domani. Il gangster, invece, si ripresenta, e con il conto, questa volta.
- sto comprando un bar ma non posso farlo a mio nome, ti scoccerebbe se usassi il tuo?
Lo scrittore non ha quello che si dice un ampio margine di scelta e acconsente.
Qualche mese dopo la sua apertura, il locale viene chiuso per traffico di droga. Il suo proprietario, lo scrittore, è ora in cella e attende il processo.
Ma perché vi racconto questa vicenda, mi domanderete? Innanzitutto perché è una storia interessante di per sé e le storie interessanti piacciono, soprattutto quando sono vere. Poi, perché stamattina mi è venuto in mente, o come dicono qui, à l’esprit, allo spirito, uno strano paragone.
Mi sono detta, ammettendo che Berlusconi sia come quello scrittore, un uomo generoso che per il suo buon cuore si trova immischiato con gente di bassa lega, posso tranquillamente immaginare che se c’è un gangster, di quelli potenti, con tutti i mezzi, col quale ha annodato una sincera amicizia, questo è senza dubbio alcuno Vladimir Putin.
Ora, se non fosse che il Cavaliere è a capo del governo italiano la cosa non mi riguarderebbe, ma dato che Silvio Berlusconi è il nostro primo ministro, il capo del nostro esecutivo, ho ogni diritto, penso, di attendere con la più grande apprensione il momento in cui Putin presenterà il suo conto.
L'uomo che inventò la "Negritudine" e al quale, come l'hanno detto bene alcuni, calza come un guanto la definizione di "sublime e ardente"."E noi siamo in piedi, ora, il mio paese ed io, i capelli al vento, la mia piccola mano ora nel suo pugno enorme e la forza non è in noi, ma al di sopra di noi, in una voce che fora la notte e l’uditorio come la puntura di una vespa apocalittica. E la voce sentenzia che l’Europa ci ha per secoli rimpinzato di menzogne e gonfiato di pestilenze,
poiché non è affatto vero che l’opera dell’uomo è finita
che noi non abbiamo nulla da fare nel mondo
che noi siamo i parassiti del mondo
che è sufficiente che ci mettiamo al passo col mondo
ma l’opera dell’uomo è appena incominciata
e l’uomo deve ancora vincere ogni divieto immobilizzato agli angoli del suo fervore
e nessuna razza possiede il monopolio della bellezza, dell’intelligenza, della forza
e c’è posto per tutti all’appuntamento con la conquista e noi ora sappiamo che il sole gira attorno alla nostra terra rischiarando la particella che la nostra volontà sola ha fissato, e che ogni stella cade dal cielo sulla terra al nostro comando, senza limiti."
Et nous sommes debout maintenant, mon pays et moi, les cheveux dans le vent, ma main petite maintenant dans son poing énorme et la force n’est pas en nous, mais au-dessus de nous, dans une voix qui vrille la nuit et l’audience comme la pénétrance d’une guêpe apocalyptique. Et la voix prononce que l’Europe nous a pendant des siècles gavés de mensonges et gonflés de pestilences,
car il n’est point vrai que l’œuvre de l’homme est finie
que nous n’avons rien à faire au monde
que nous parasitons le monde
qu’il suffit que nous nous mettions au pas du monde
mais l’œuvre de l’homme vient seulement de commencer
et il reste à l’homme à conquérir toute interdiction immobilisée aux coins de sa ferveur
et aucune race ne possède le monopole de la beauté, de l’intelligence, de la force
et il est place pour tous au rendez-vous de la conquête et nous savons maintenant que le soleil tourne autour de notre terre éclairant la parcelle qu’a fixée notre volonté seule et que toute étoile chute de ciel en terre à notre commandement sans limite.
