L'uomo che inventò la "Negritudine" e al quale, come l'hanno detto bene alcuni, calza come un guanto la definizione di "sublime e ardente"."E noi siamo in piedi, ora, il mio paese ed io, i capelli al vento, la mia piccola mano ora nel suo pugno enorme e la forza non è in noi, ma al di sopra di noi, in una voce che fora la notte e l’uditorio come la puntura di una vespa apocalittica. E la voce sentenzia che l’Europa ci ha per secoli rimpinzato di menzogne e gonfiato di pestilenze,
poiché non è affatto vero che l’opera dell’uomo è finita
che noi non abbiamo nulla da fare nel mondo
che noi siamo i parassiti del mondo
che è sufficiente che ci mettiamo al passo col mondo
ma l’opera dell’uomo è appena incominciata
e l’uomo deve ancora vincere ogni divieto immobilizzato agli angoli del suo fervore
e nessuna razza possiede il monopolio della bellezza, dell’intelligenza, della forza
e c’è posto per tutti all’appuntamento con la conquista e noi ora sappiamo che il sole gira attorno alla nostra terra rischiarando la particella che la nostra volontà sola ha fissato, e che ogni stella cade dal cielo sulla terra al nostro comando, senza limiti."
Et nous sommes debout maintenant, mon pays et moi, les cheveux dans le vent, ma main petite maintenant dans son poing énorme et la force n’est pas en nous, mais au-dessus de nous, dans une voix qui vrille la nuit et l’audience comme la pénétrance d’une guêpe apocalyptique. Et la voix prononce que l’Europe nous a pendant des siècles gavés de mensonges et gonflés de pestilences,
car il n’est point vrai que l’œuvre de l’homme est finie
que nous n’avons rien à faire au monde
que nous parasitons le monde
qu’il suffit que nous nous mettions au pas du monde
mais l’œuvre de l’homme vient seulement de commencer
et il reste à l’homme à conquérir toute interdiction immobilisée aux coins de sa ferveur
et aucune race ne possède le monopole de la beauté, de l’intelligence, de la force
et il est place pour tous au rendez-vous de la conquête et nous savons maintenant que le soleil tourne autour de notre terre éclairant la parcelle qu’a fixée notre volonté seule et que toute étoile chute de ciel en terre à notre commandement sans limite.
Acquattati sulla veranda
In quella arroventata notte estiva
mi fischiarono addosso. Cordialmente.
Così mi fermo.
MacDougal o Christopher
Street in catene di luce.
Una festa d'estate. O qualche
Santo. Non ero troppo lontano
Da casa, ma non troppo chiaro
Per un negro, e nemmeno troppo scuro.
M'immaginavo che fossimo tutti
Una cosa sola, latino, negro, ebreo,
e poi non eravamo in Central Park.
Ho il passo un po' pesante? Indovinato!
E questo negro giallo lo picchiarono
Fino a farlo blu e nero.
Già. Durante tutto questo, per paura
Che uno usasse un coltello,
appesi a un idrante la mia giacca sportiva,
appena comperata, verde oliva.
Non feci niente. Quelli si battevano
L'uno con l'altro, in fondo. Perché la vita
Concede loro poche emozioni,
ecco tutto. Ai negri, agli ispani.
La faccia fracassata, sanguinante
Il mio lurido muso, la mia giacca - ramoscello
D'olivo - messa in salvo da tagli e da lacrime,
mi trascinai su per quattro rampe.
Riverso nello scolo, mi ricordo
Di alcuni che guardavano e gestivano
A gran voce, e una madre che gridava
Più o meno "Jackie" o "Terry"
"adesso basta!".
In fondo non è niente.
Ragazzi a cui manca un po' d'amore.
Tu sai che non volevano ammazzarti.
Solo gioco pesante,
come vuole la giovane America.
Eppure, mi ha insegnato qualche cosa
Sull'amore. Se è così brutale,
non parliamone.
***
Sei donna di marine,
donna che apre riviere.
L'aria delle mattine
bianche è la tua aria
di sale e sono vele
al vento, sono bandiere
spiegate a bordo l'ampie
vesti tue così chiare.
Giorgio Caproni
Da Tutte le poesie,Garzanti,1985
Bate gnifa
Nessuna cosa al mondo xe più bela
de bate gnifa tuto ‘l santo dì
e compagnà co’ l’ocio garhe vela
fin che te vien la vogia de drumì
E colegai là sul sabion ardente
scoldasse i ossi soto ‘l mar d’istàe
e sta sentì che ‘l mar continuamente
el pianzota, cussì de fa pietàe.
E co s’ha ‘l sangue za ben brostolào
sogna de basi e d’ombra fresculina
e dormensasse, dopo un bel sussiào,
là soto ‘l sol, in mezo a la marina.
Biagio Marin
| What if I say I shall not wait! What if I burst the fleshly Gate - And pass escaped - to thee! What if I file this mortal - off - They cannot take me - any more! As laughter - was - an hour ago - |
E se dicessi che non aspetterò! E se mi lanciassi oltre la carnale Barriera - E traversandola scappassi - verso te! E se scavassi questo mortale - a fondo - Non mi riprenderanno - mai più! Come il riso - era - un'ora fa - |
foto di LeoIl suo era più ampio
ma come
Stavo dicendo a un amico
Il mio
è più comodo
Da tenere in Mano
Emily Dickinson

Ho rimediato due avanzi di sole.
Un bianco d'uovo.
Un crisantemo.
Il sole lo rivendo
al doppio del prezzo.
Il crisantemo
lo serbo
come un monito.