Questo il titolo del nuovo quotidiano uscito in edicola il 23 settembre.








In questa pagina internet www.rmn.fr/L-expo-Picasso-et-les-maitres troverete poi alcune interviste ai curatori dell'Expo, helas in francese!

Il complotto si fece, come tutte le riunioni importanti che i parenti Coìna dovevano avere fra di loro, se a queste era necessario che assistesse il nonno, appunto nella cantina del nonno Bainzone. Il nonno Bainzone era stato sempre un uomo giusto, di buona coscienza: ormai vecchio e quasi impotente passava i giorni accanto alla sua porta, come un idolo di legno messo lì a guardia della casa. Non parlava mai: passava il suo tempo a guardare e giudicare fra di sé la gente che attraversava la strada. Viveva con la figlia minore, Telène, vedova d'un ricco massaio, e col nipotino Bainzeddu figlio di lei; ma continuamente gli altri figli e i nipoti e i pronipoti lo visitavano, specialmente per chiedergli parere e consiglio in certi gravi casi di coscienza, salvo poi a non dargli retta. Ma il solo pensiero che egli sapeva ciò che essi volevano fare, anche se ingiusto, sopratutto se ingiusto, acquetava la loro coscienza: così se qualcuno li rimproverava essi potevano rispondere pronti: il nonno non ha detto niente. E questo bastava, per acquetare tutti. Da qualche tempo, però, il nonno non rispondeva neppure alle loro questioni: li guardava e li giudicava, fra di sé, come la gente della strada, e il suo silenzio li incoraggiava maggiormente. Tutti i giorni qualcuno di loro veniva: se la conferenza era di lieve importanza si svolgeva davanti alla porta; se no il nonno doveva alzarsi, aiutato dal parente, attraversare lo stretto androne su cui davano le porte della cucina e della domo 'e mola, la stanza della macina per il grano, scendere i sette scalini ed aprire la cantina. Nella cantina si poteva parlare con tutta libertà, senza essere ascoltati dai vicini di casa e dai passanti; e poi si beveva.
- Santone, coraggio, andiamo alla festa - gli diceva quel giorno battendogli lievemente le dita sulle spalle e conducendolo cautamente giù per i sette scalini Antoni Paskale, il più bello dei nipoti, un giovane alto e forte noto a tutti per la sua prepotenza. Continua
La guerra è utile, perfino auspicabile, aiuta a scegliere il proprio campo, a serrare le file, conoscere il nome del vicino, e soprattutto a vivacizzare i commerci.
che nasce dal blog dello scrittore Pierre Assouline su "Le monde" si sposta poi in seno alla stessa giunta della "mairie de la ville"e si concentra attorno al titolo dell'expo: "les parisiens sous l'occupation" che secondo l'assessore alla cultura della città racconta di una città felice e spensierata sotto la benevolenza dei tedeschi.