Obama: il nuovo messia?

Giornata di veglia in attesa dello svolgersi delle elezioni politiche negli Stati Uniti d'America: un'elezione che diverrebbe storica se fosse un candidato nero a insediarsi nel famoso studio ovale della west wing, alla casa bianca. Dopo gli amari ricordi di Veltroni che lo scorso anno tento' una pessima imitazione del "yes, we can" ora siamo di fronte a quello che sarebbe, almeno nelle speranze e nei sogni di centinaia di milioni di cittadini, un totale cambiamento di rotta nella politica mondiale.
Ci attendiamo molto, sicuramente troppo, da questo democratico americano che attinge la sua forza dal pozzo dei nostri sogni e, badate bene, non sono i sogni egoistici proposti da Berlusconi, i "voi pensate ad arricchirvi che al resto penso io", sono sogni piuttosto egalitari, anche se conservano tutti i limiti del fallimentare liberismo statunitense.
Cio' che noi europei attendiamo è piuttosto un nuovo indirizzo nella politica estera, un maggiore coinvolgimento nelle politiche ecologiche e perché no, anche una spinta idealistica, utopistica che nel nostro vecchio continente latita da tempo.
Staremo a vedere. Intanto abbiamo ancora almeno ventiquattro ore per continuare a sognare, e non ditemi che è poca cosa!