C'ERA UNA VOLTA UN RE

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venerdì, 24 luglio 2009

metafora multiuso: l'automobilista sassarese
codiceDa quando sono arrivata in Sardegna non c'è stato giorno in cui almeno una volta non abbia sfiorato l'incidente.
Penserete che al volante devo essere proprio una frana e in un certo senso lo sono. Nel senso cioé che non mi voglio piegare alla guida disinvolta, pressapochista, temeraria (per non dire criminale e deficiente) di una buona parte degli automobilisti che incrocio per le strade.
Il paesino in cui abito dista una decina di chilometri dalla città e la strada di collegamento è fatta di dossi e curve. C'è quindi una doppia striscia continua (motivata) quasi dappertutto. Ciò non impedisce di superare allegramente, segnalando coi fari colui che sta davanti affinché accosti e lasci strada a quelli che in questo periodo io denomino "trasportatori d'organi" o "cardiochirurghi di turno". Sì, perché non vedo quale altra urgenza possa spingere a un tale insensato comportamento, quello di superare una, due, tre auto di seguito, confidando nella fortuna e nella pietà dei superati che per scongiurare un incidente mortale si fanno da parte.
Si supera forsennatamente, si va a velocità folli su strade che spesso vedono passare trattori e biciclette, ci si inchioda a pochi centimentri dall'auto che sta davanti come se gli spazi di sicurezza non avessero un senso d'esistere.
Le rotonde, che mi avevano entusiasmato nel resto dell'Europa da me visitata, qui creano grossi problemi. Sì, perché mentre il semaforo ha un funzionamento basico del tipo: col verde passano tutti, di corsa, coll'arancio passano tutti, di corsa, col rosso passano in due o tre a seconda del traffico, nelle rotonde bisogna "soltanto" seguire la segnaletica (si sa che la segnaletica ha un'importanza tutta relativa) e dar prova di vera e propria bontà d'animo permettendo di passare a chi ne ha pieno diritto.
Una nuova tecnica di superamento che mi entusiasma è quella che si può sfruttare al semaforo, quando c'è il rosso sulla corsia di sinistra per girare, e il verde sulla corsia di destra per andar dritti.
Un'idea brillante è quella d'aver trasformato le aree di soccorso ai bordi delle strade in parcheggi a spina di pesce, così come le famose linee zebrate che "anticamente" indicavano delle zone che non dovevano esser calpestate, nel senso che facevano le veci di un'aiuola o di un muro.
Le corsie d'immissione nelle strade principali seguono apparentemente leggi di altri Paesi visto che, invece delle auto che sono sulla strada principale, sono quelle che si immettono ad avere la precedenza. Una legge non scritta e un principio di prudenza consigliano agli automobilisti sulla via principale di viaggiare sulla corsia di sorpasso in prossimità di corsie di immissione per non ritrovarsi schiacciati fra due auto che da destra e da sinistra viaggiano sempre, indistintamente, a velocità superiori a quelle consentite.
Quando ci sono lavori in corso o comunque restringimenti di carreggiata è tutto un correre per superare il maggior numero di auto possibile prima d'essere costretti a rallentare. Un semaforo con una fila lunga più di cinque o sei auto giustifica un superamento della fila di almeno un terzo dei sopravvenenti che poi esigono d'essere integrati nella fila medesima se altre auto sopraggiungo dall'opposto senso di marcia.
Agli stop fuori città così come quelli in città si seguono sempre le stesse regole, si valuta la situazione già quando si è in prossimità, per evitare del tutto, se possibile, di fermarsi, e sennò si avanza almeno un buon metro oltre la linea d'arresto, obbligando chi ha la precedenza a fare la gimkana (così impara a non farci passare).
Un'amica di mia madre qualche giorno fa è stata tamponata a uno stop.
-Io credevo che sarebbe passata senza fermarsi, le ha detto stizzito l'automobilista che l'aveva tamponata.
-Ma c'è lo stop, si è giustificata lei, dovevo fermarmi per verificare.
-Secondo me,lei non doveva fermarsi.
In città la doppia fila nei doppi sensi di marcia prende risvolti grotteschi: ho visto nell'ora di punta in una zona ad alto transito un "senso alternato" creato da due auto in doppia fila nei due sensi di marcia e la conseguente fila chilometrica di auto nei due sensi.
Le doppie e le triple file cambiano completamente la fisionomia del traffico previsto. Le corsie doppie sono trasformate in uniche.
I parcheggi sono affidati alla fantasia arrogante e sfrenata di chi più osa. Ci sono auto dappertutto. Coprono completamente i marciapiedi, tolgono ogni visibilità agli stop, occupano gli spazi degli handicappati e invadono completamente una delle due corsie di marcia.
Le soste sono una fucina di creatività. Le migliori sono quelle ai semafori. Ho perfino visto due auto sostare nelle due corsie di marcia obbligando le auto dietro a invadere la corsia opposta.
Vogliamo parlare delle strisce pedonali e dei duelli di sguardi che si svolgono fra pedoni e mezzi? Delle contrattazioni, delle sfide, delle intimidazioni da ambo le parti?

Mia madre dice: con la stessa mala grazia con cui le fai, le cose ti riescono.
Molte delle soluzioni per decongestionare il traffico sono insufficienti, e solo per mancanza di convinzione. La segnaletica è ambigua, o mezzo cancellata quando non inesistente. I semafori si rompono e non vengono aggiustati che dopo giorni. I segnali di lavori in corso permangono mesi dopo che i lavori vengono terminati. Non c'è volontà di far rispettare il codice della strada.
Ho visto alcuni giorni fa un automobilista discutere con un vigile che gli chiedeva di togliere il suo mezzo che era in sosta proprio sotto ad un semaforo.

Insomma dall'una e dall'altra parte vedo una volontà caparbia di evitare le regole, di "aggiustarsi", come e quando si può, e altrimenti, di battersi, come in una sorta di giungla contemporanea.
Ne discutevo con amici ugualmente tristi, e la conclusione a cui siamo giunti è che l'unica cosa che possiamo fare è la seguente: comportarci civilmente, secondo le regole, non ritenendoci eroi ma cittadini responsabili, e insegnare, con l'esempio, ai nostri figli a fare lo stesso.
Credo che una società civile maturi con il tempo ma soprattutto con i comportamenti, comportamenti che dobbiamo assumere noi per primi senza lasciarci abbattere dal contesto prevalentemente ostile, e dalla concezione tutta italica di "comportamento intelligente".
postato da: sabrinamanca alle ore luglio 24, 2009 12:05 | link | commenti (11)
categorie: politica, riflessioni, civiltà, automobilista