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venerdì, 28 novembre 2008

La libertà finisce a -6°C?

Ieri è morto il terzo SDF, clochard, o clodo, come chiamano qui i barboni, con la loro mania dei diminutivi.
E' stato trovato nel Bois de Vincennes, un bosco situato al confine est della città.
Sarkozy ha riacceso la polemica con una proposta vecchia, miope e inutile: obbligazione per gli SDF di esser domiciliati presso i Foyer (centri di accoglienza per senza tetto sparsi  un po' in tutta la città) quando fa troppo freddo.
Dopo una prima polemica intorno al termine vago di "quando fa troppo freddo" ci si è accordati sulla temperatura di - 6° centigradi, venendo informati successivamente da MeteoFrance che tale temperatura si presenta statisticamente in ragione di una mezza giornata per anno.
Altro giro di giostra, e altra levata di scudi da parte di tutte, dico, tutte, le associazioni religiose o laiche, che si occupano di SDF. Non si puo' obbligare nessuno ad andare in un centro se non lo desidera, e se lo si fa una volta, la successiva non lo si farà di sicuro perché la persona in questione si nasconderà per sfuggire a quello che è stato definito da Sarkozy, parlando del bosco di Vincennes, "rastrellamento".sdfPer la poca esperienza che ho di SDF, per averne incontrato, aiutato, ignorato più d'uno, ho ben presente che ciascuno ha le sue ragioni per la vita che si è scelto e che ognuno, proprio come me, e voi;,è diverso dall'altro, ha esigenze, bisogni differenti. Non si puo' percio' obbligare nessuno ad un domicilio coatto in nome del pericolo di vita in cui incorrerebbe. Gli SDF muoiono molto più spesso di fame, di malattie fisiche e mentali, di solitudine, che di freddo.
Ci sono già tante associazioni che se ne occupano, bisogna soltanto dar loro più mezzi per agire  e ascoltare le loro proposte.

L'altra mattina sono uscita dal mio appartamento e mentre aspettavo l'ascensore ho sentito russare sonoramente, all'inizio ho pensato che fosse un vicino e ho compatito la moglie, poi ho visto sbucare un pezzo di scarpa dall'angolo di un altro corridoio e sono stata subito raggiunta da una zaffata di odori intensi fra cui quello dell'urina era il più intenso. Ho avuto paura di quella persona sporca che dormiva nel mio pianerottolo. Nell'arco di un secondo ho avuto mille pensieri.
Avvertire, denunciare, allarmare.
Per fortuna abito al nono piano e nel tempo necessario ad atterrare al rez-de-chaussée mi ero già calmata.

Uscendo dal cancello mi dicevo - speriamo che non lo caccino via troppo presto, fa ancora tanto freddo!
postato da: sabrinamanca alle ore novembre 28, 2008 08:09 | link | commenti (3)
categorie: politica, riflessioni

Commenti
#1   28 Novembre 2008 - 09:52
 
In Italia fanno prima, gli danno un sacco di botte!
Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente paoloborrello

#2   28 Novembre 2008 - 15:44
 
mì che ero io quello buttatto atterra nel tuo palazzo
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#3   30 Novembre 2008 - 16:33
 
Quanti sentimenti contrastanti ci suscitano le persone che dormono ai lati delle nostre strade o qualche volta nei nostri androni quando fa freddo. Quali storie si nascondono dietro, tante e a volte di esclusione gradulae ma implacabile dalla società Ho avuto modo di occuparmi di questo erribile problema tempo fa. Giulia
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