L’ombrellaio matto

Con gli occhi chiusi, fra il sonno e la veglia, accarezzo la sabbia, mentre il corpo è intento a farsi cullare dalla risacca di piccole, morbide onde. Il calore sulla pelle è quello degli ultimi giorni estivi, intenso ma gradevole.
Ad un tratto una voce mi scuote, è l’ennesimo venditore ambulante che decanta la sua mercanzia.
Devo aver capito male, mi pare stia gridando - Magnifici ombrelli!
Apro a fatica gli occhi, ancora non so se sono desta o un sogno perfido mi inganna.
A pochi passi da me c’è un cerchio di persone e nel mezzo, un uomo nero, alto e forzuto che con leggiadria apre e fa volteggiare degli ombrelli, mettendo in scena il suo spettacolo.
- Eccolo il sole di fine estate, guardatelo bene ma non fidatevi, nasconde i primi acquazzoni autunnali, e apre un ombrello con un sole giallo all’esterno e un cielo pesante di pioggia all’interno.
- E con l’autunno ecco in arrivo le prime foglie secche. Il cielo si fa plumbeo, e roseo. Aspetta solo i temporali e poi il freddo, quello severo dell’inverno, quello che infiocchetta tutto di silenzio e neve.
L’uomo continua il suo racconto spalancando uno ad uno gli ombrelli mentre un coro stupito accompagna ogni suo gesto.
Finite le stagioni, l’ombrellaio non si dà per vinto e dissemina la spiaggia di fiori, stoffe sgargianti, animali e famosi dipinti.
- Toccate, verificate, la struttura è solida, il manico di vero legno, e sentite la morbidezza della seta. Controllateli uno per uno. Non fanno una piega!
Noi obbedienti tocchiamo, verifichiamo, e nel frattempo ci guardiamo di sottecchi, l’un l’altro, come a chiederci se siamo assistendo ad un evento soprannaturale o se davvero c’è un pazzo che sotto alla canicola vende ombrelli per la pioggia.
E non solo lui li vende ma noi corriamo ad accaparrarceli con l’attitudine arrogante di chi si crede spinto da un bisogno estremo!
Infine l’uomo si allontana soddisfatto. Ancora pochi pezzi e poi potrà tornarsene a casa.
Io mi stendo di nuovo sulla sabbia e chiudo gli occhi per assorbire gli ultimi raggi di un sole al tramonto.
Mi scuote una voce di donna che passa davanti a me sulla battigia.
- All’inizio ho creduto che solo un pazzo avrebbe venduto dei parapioggia in questo posto...
Sollevo una palpebra, in tempo per scorgere quattro gambe e due ombrelli di seta verde che vanno in direzione opposta al mio ombrellaio matto.
Sorrido. L’autunno può cominciare, ora.
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Ho scritto questo raccontino per l'iniziativa blog&nuvole che si è conclusa il 30 Ottobre: non è stato selezionato.
Ieri ho cominciato a leggere i fortunati 35 che lo sono stati, invece: belli, belli, belli.