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venerdì, 07 novembre 2008

L’ombrellaio matto
VP1005~Parapluie-Revel-Posters
Con gli occhi chiusi, fra il sonno e la veglia,  accarezzo  la sabbia, mentre il corpo è intento a farsi cullare dalla risacca di piccole, morbide onde. Il calore sulla pelle è quello degli ultimi giorni estivi, intenso ma gradevole.
Ad un tratto una voce mi scuote, è l’ennesimo venditore ambulante che decanta la sua mercanzia.
Devo aver capito male, mi pare stia gridando - Magnifici ombrelli!
Apro a fatica gli occhi, ancora non so se sono desta o un sogno perfido mi inganna.
A pochi passi da me c’è un cerchio di persone e nel mezzo, un uomo nero, alto e forzuto che con leggiadria apre e fa volteggiare degli ombrelli, mettendo in scena il suo spettacolo.
- Eccolo il sole di fine estate, guardatelo bene ma non fidatevi, nasconde i primi acquazzoni autunnali, e apre un ombrello con un sole giallo all’esterno e un cielo pesante di pioggia all’interno.
- E con l’autunno ecco in arrivo le prime foglie secche. Il cielo si fa plumbeo, e roseo. Aspetta solo i temporali e poi il freddo, quello severo dell’inverno, quello che infiocchetta tutto di silenzio e neve.
L’uomo continua il suo racconto spalancando uno ad uno gli ombrelli mentre un coro stupito accompagna ogni suo gesto.
Finite le stagioni, l’ombrellaio non si dà per vinto e dissemina la spiaggia di fiori, stoffe sgargianti, animali e famosi dipinti.
- Toccate, verificate, la struttura è solida, il manico di vero legno, e sentite la morbidezza della seta. Controllateli uno per uno. Non fanno una piega!
Noi obbedienti tocchiamo, verifichiamo, e nel frattempo ci guardiamo di sottecchi, l’un l’altro, come a chiederci se siamo assistendo ad un evento soprannaturale o se davvero c’è un pazzo che sotto alla canicola vende ombrelli per la pioggia.
E non solo lui li vende ma noi corriamo ad accaparrarceli con l’attitudine arrogante di chi si crede spinto da un bisogno estremo!
Infine l’uomo si allontana soddisfatto. Ancora pochi pezzi e poi potrà tornarsene a casa.
Io mi stendo di nuovo sulla sabbia e  chiudo gli occhi per assorbire gli ultimi raggi di un sole al tramonto.
Mi scuote una voce di donna che passa davanti a me sulla battigia.
- All’inizio ho creduto che solo un pazzo avrebbe venduto dei parapioggia in questo posto...
Sollevo una palpebra, in tempo per scorgere quattro gambe e due ombrelli di seta verde che vanno in direzione opposta al mio ombrellaio matto.
Sorrido. L’autunno può cominciare, ora.

***
Ho scritto questo raccontino per l'iniziativa blog&nuvole che si è conclusa il 30 Ottobre: non è stato selezionato.
Ieri ho cominciato a leggere i fortunati 35 che lo sono stati, invece: belli, belli, belli.
postato da: sabrinamanca alle ore novembre 07, 2008 10:17 | link | commenti (5)
categorie: racconti miei 2008

Commenti
#1    07 Novembre 2008 - 11:15
 
Ed è bello, bello, bello anche il tuo, giulia
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#2    09 Novembre 2008 - 16:03
 
E' già da un paio di post che parli di ombrelli e di ***ri-pararsi dalla pioggia***.
Cioè di *parare*
*riparare*
Oggetti che servono da scudo.

(Sarebbe interessante capire da chi o da che cosa questi oggetti dovrebbero ri-par-ar -ti, ma questi sono affari tuoi ed è cosa buona e giusta che restino affari tuoi)

Insomma, tutto questo solo per dire che seguo con attenzione.

Ciao e salutoni a mademoiselle (che ormai dev'essere grande, I suppose e magari si imbestialisce, a sentirsi chiamata mademoiselle da me.

Perciò come non detto. ) :-)

Non dirglielo, che l'ho chiamata mademoiselle :-/
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#3    09 Novembre 2008 - 22:49
 
Gabri:non ci avevo fatto caso, ora mi ci fai riflettere tu. E dire che ci sarebbero delle cose da cui ripararmi, più di una e due...

Giulia: sei troppo buona, ecco cos'è!
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#4    12 Novembre 2008 - 23:24
 
Giulia non è troppo buona, dice la verità; questo racconto è veramente bello. Peccato per Blog&nuvole ma l'editrice Habanera se lo porta via per pubblicarlo tra qualche giorno sul Nonblog. ;-)

Un abbraccio
H.
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#5    13 Novembre 2008 - 20:33
 
Habanera: e tu sei ancora più buona, questo è il guaio. Se continui cosi' finiro' davvero per montarmi la testa, ti avverto!
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