Parler de littérature? Quel intêret?
(Parlare di letteratura? A che scopo?)
Queste le parole utilizzate da Jean-Marie Gustave Le Clezio, appena insignito del premio Nobel per la letteratura.
Nell'emissione di prima serata "La grande Librairie" viene intervistato insieme a un altro scrittore francese, Jean Echnoz, e colpisce per il suo silenzio.
Non ama parlare di libri, né gli interessa parlare di sé.
Smonta pezzo per pezzo tutta l'impalcatura che l'intervistatore tenta di montare intorno a lui. Ha viaggiato certo per passione, ma è, ed è stato soprattutto un "viaggiatore economico", è andato a insegnare negli Stati Uniti perché la sua famiglia non poteva vivere solo dei suoi romanzi.
Non incontra i colleghi in bar fumosi dove fra un goccio di cognac e una canna si analizza Proust, al limite si fa indicare da un amico scrittore un percorso di marcia in montagna.
Cio' che lo affascina dei luoghi in cui ha vissuto e lavorato é il quartiere, il negozietto sotto casa.
Il premio Nobel cambierà la sua vita? Nemmeno di una virgola, ovvero si, nel senso che potrà scrivere senza sentire l'ufficiale giudiziario che gli bussa alla porta.
Gli piace la natura, sempre di più, e sempre più selvaggia e priva di uomini, ma di questo non si puo' parlare, meno che di ogni altra cosa.
Una volta di più, non si puo' spiegare a voce cio' che passa per la scrittura.