La morte è in orario
Esausta dalla lunga parentesi serial killer,( vedere il post " letture consapevoli e bisogni") 504 pagine di sbuzzamenti di orbite, bevute di acido (solforico o cloridrico fa lo stesso), braccia ridotte in poltiglia da una pressa, e poi violenze sessuali e altre torture accessorie mi sono ritrovata fra le mani un libricino dal titolo francese "Tokyo express" il cui autore era indicato semplicemente con Matsumoto.
La quarta di copertina recitava: Tokyo Express è uno dei più celebri noir giapponesi contemporanei. E' il romanzo che consacrerà infatti Matsumoto come il miglior scrittore di romanzi polizieschi del Giappone. Con diversi milioni di copie vendute, ottenne un successo leggendario e la sua riedizione ne fece uno dei maggiori best sellers del dopo guerra.
Ho aperto la prima pagina, il primo capitolo dal titolo "i testimoni" ieri notte, ho finito l'ultimo "il resoconto di Kiichi Mihara" stamattina e nel frattempo, a dispetto di un candido apparente doppio suicidio di innamorati, che non lasciava alcuno spazio per elucubrazioni trucide, non sono riuscita a staccare gli occhi e le mani da questo grappolo di fogli.
Incriminata, e condannata, è la società giapponese, con la sua corruzione, nonostante in questo romanzo non si arrivi a isolare un solo giudizio rispetto a quello che appare a prima vista solo un gioco di coincidenze di orari, un lavoro di comprensione di minuscoli dettagli, un concatenamento di eventi che sembrano portare inevitabilmente a conclusioni opposte a quelle cercate.
Una minuziosa inchiesta iniziata da un anziano ispettore in provincia, Jutaro Torigai e continuata nella capitale dal giovane e promettente commissario Kiichi Mihara, arriva a sciogliere il nodo di questo mistero lasciando aperte le ferite di una società che, in barba a rigide convenzioni, e alla cosiddetta lealtà per il datore di lavoro e le istituzioni, si macera nella profonda e ineluttabile gangrena della corruzione.
Un romanzo realista fino all'ultima pagina, in controcorrente rispetto alla letteratura dell'epoca in Giappone, aggrappata al fantastico, dove i personaggi mostrano un'ambivalenza e uno spessore, tutti profondamente umani e perciò credibili, ottenuti con brevi pennellate piuttosto che lunghe descrizioni. Un romanzo che si ciba di fatti, ma che con stupore mi ha lasciato intravedere molto più di quello che non avrei mai creduto possibile dell'attuale società giapponese.
Su Matsumoto, conosciuto come il Simenon giapponese, ho trovato delle notizie sparse per il web ma pochissime in italiano. Spero di lasciarvi un granello di curiosità, sono sicura che vi porterà lontano.