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sabato, 28 giugno 2008

Tradurre
è tradire. Ad ogni pagina, ogni frase, ogni frammento, l'impotenza aumenta.
Elenco tutto ciò che perderò in questa artificiosa trasformazione di cui resterà, con un po' di fortuna, il what, ma non certo il how, e la mente mi gioca strani tiri.
All'improvviso non vuole più servirmi, mi rifiuta anche la minima corrispondenza al punto che mi domando se davvero sono padrona della mia lingua madre.
E' la paura di tradire, colpire alle spalle e al cuore, la bellezza dell'origine, o trasformarla in altro. Un'altra poesia, un altro linguaggio, il mio. Uno sdoppiamento doloroso che rende l'opera una sorta di figlio adottivo, amato tanto più visceralmente,  poiché non nasce dal nostro ventre.
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 28, 2008 11:58 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni

Commenti
#1   28 Giugno 2008 - 14:13
 
Impresa ardua, ne sono convinto. Ma infondo leggere è anche interpretare quindi non devi sentire tutto il peso della traduzione su di te.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente gazpacho76

#2   28 Giugno 2008 - 19:54
 
col tuo tacito consenso del quale anticipatamente ti ringrazio, quoto qui questo testo denso
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#3   29 Giugno 2008 - 08:59
 
aità: ti ringrazio due volte (la seconda con le guance porporine) perché mi hai permesso di curiosare (evidentemente non lo sono tanto, curiosa, sennò lo avrei scoperto da me questo delizioso tuo alter-blog!!!) in "me gustas tu" e perché mi ci hai messo.
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#4   30 Giugno 2008 - 22:28
 
pensa a luciano bianciardi e alle sue straordinarie traduzioni di henry miller ... così venne scoperto in italia il grande scrittore, grazie alle traduzioni di un grande italiano ... pensa che a volte una traduzione può arricchire e fare completamente proprio l'originale, invece di deprimerlo e perderlo inesorabilmente.

pensa a jorge luis borges e a strepitose traduzioni italiane ... non sempre le traduzioni sono un tradimento ed un impoverimento. ... certo devi entrare in completa sintonia con l'originale, devi farlo tuo e devi essere l'originale, lo devi incarnare, devi diventare il medium che permette all'originale di esprimersi con una nuova lingua.
;-)
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