C'ERA UNA VOLTA UN RE

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venerdì, 09 novembre 2007

Tempo

Come lo passo o come mi passa sopra, lasciandomi a terra troppo sbigottita per capire che cosa succede.
Parlo, si, parlo tutto il tempo, oppure canto o sussurro ma questa è solo parte del lavoro che coinvolge per primo il tatto.

Parlare si ma ma anche baciare, accarezzare, massaggiare con delicatezza, riscaldare, trasmettere serenità con pressioni un po' ovunque io per prima le trovi confortanti, i piedi, le mani, il ventre. Rassicurare.

Gli altri sensi stanno in agguato anche loro.
La luce è accecante?
L'assenza di luce minacciosa?
La penombra disegna mostri sul muro?

E' l'olfatto che riconosce luoghi sgraditi oppure il rifugio sicuro della tana.

E poi i rumori, una bottiglia di plastica schiacciata che fa sobbalzare, la sirena del primo mercoledì del mese, l'esercitazione dei pompieri che tanto ricorda o pare ricordare, anche a chi non era nato ai quei tempi, i bombardamenti sulla città.

Un mondo d'equilibrismi e di sfida a tutto ciò che è possibile compiere con una sola mano: scrivere mentre si culla con l'altra, senza rinunciare all'accento acuto sulla e, lavare, risciacquare, montare un biberon, consolare con carezze mentre si cambia il panno, soprattutto per l'orrore dei decibel che montano con rapidità inaudita, dondolare energicamente la culletta o accarezzare una mano mentre si tenta di arraffare qualche istante al sonno.

Un mondo in sordina, che per la seconda volta diviene il mio tempo.

postato da: sabrinamanca alle ore novembre 09, 2007 10:57 | link | commenti (5)
categorie: riflessioni

Commenti
#1   10 Novembre 2007 - 12:49
 
io la tenevo sulla spalla e passeggiavo aventi e indietro per il corridoio
poi quando proprio nonce la facevamopiù un po' di "nopron" ci veniva in aiuto

uno
utente anonimo

#2   10 Novembre 2007 - 18:12
 
Sono momenti intensi che passano a velocità indescrivibile e che diventano presto solo ricordi... Trova il tempo per te, comunque, tua figlia prima di tutto ha bisogno di una mamma che stia bene. Un bacio. M.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mata63

#3   11 Novembre 2007 - 00:00
 
Rivivere la propria infanzia, una seconda volta diversa, decisamente direi. Questa volta le responsabilità sono tue ed è una bella differenza perche poi bisogna trovare il coraggio di pensare a ciò che ci faceva male. Dobbiamo rendere migliore il futura e questo è il nostro momento.
Sinceramente io credo che non sono momenti che non passano così in fretta. Periodi dove il ricordo rilavora il terreno. Se vogiamo è come afontare un periodo di auto critica, un periodo di studio di se stessi per focalizzare ciò che è bene fare e non.

Vai di bestia
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#4   11 Novembre 2007 - 01:31
 
Ma tu sei stata mai alla locanda ceraunavoltaunre (www.ceraunavoltaunre.it)
niente di rilevante. Ci sono capitato digitando male l'indirizzo del tuo diario.

ciao mamma
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#5   13 Novembre 2007 - 15:09
 
Tempo

[..] (di Sabrina Manca) Come lo passo o come mi passa sopra, lasciandomi a terra troppo sbigottita per capire che cosa succede. Parlo, si, parlo tutto il tempo, oppure canto o sussurro ma questa è solo parte del lavoro che coinvolge per primo il ta [..]
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