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mercoledì, 29 aprile 2009

Dire, fare...

bebeHo un amico che ha sempre detestato la domanda  "che lavoro fai?". Dice che è una questione di principio e che fare non è essere ma il punto è che non ama per niente il suo lavoro, e non si arrende, e cosí mi fa morir dal ridere tirando fuori mestieri come " contatore di nuvole agli incroci", "attraversatore pedonale professionista", "lavaocchiali", "catalogatore di sospiri".
Ne ho un secondo che fa esattamente come il primo e, come il primo, inventa lavori improbabili ogni volta che si arriva presto o tardi alla domanda fatidica.
Qualche tempo fa siamo andati insieme ad assistere ad una master class del regista Benoît Jacquot e abbiamo incrociato un bel ragazzo che il mio amico conosceva superficialmente. Si erano incrociati sul set di un film in cui il mio amico faceva un po' da coordinatore e il giovinotto recitava in un'unica scena, in cui violentava una prostituta. Il ragazzo ha esordito brutalmente con la domanda fatidica, allora il mio amico ha subito reagito, inventando  per se stesso la figura di "collimatore relazionale" e per me un banale "giornalista al Corriere per il cinema".
Devo dire che la domanda  "che lavoro fai" non piace nemmeno a me per gli stessi motivi dei miei amici. Ho paura infatti che mi costringa in un ruolo che non sento mio e che non mi piace. Il problema nasce dal fatto che sia io che loro (anche se loro, al contrario di me, non lo ammetterebbero nemmeno sotto tortura) abbiamo voglia di porre la stessa domanda o, più ipocritamente, cerchiamo di arrivare ad avere la risposta per vie traverse, ma  il fine resta sempre il medesimo, verificare che ci siano le condizioni per condividere interessi e passioni, approfondire la conoscenza.
Riprendendo una frase limpida, inequivocabile, che solo i bambini hanno il coraggio di porre, la vera domanda sarebbe: possiamo essere amici?

due amiciMi piacerebbe vedere negli altri quello che è cosí chiaro in me, e soprattutto, come facevo da bambina, chiedere subito, non appena l'istinto me lo suggerisce: possiamo essere amici?

P.S. Il giovinotto in questione ci ha poi raccontato che sino a qualche anno prima lavorara per un'assicurazione ma che non era soddisfatto e quindi s'era messo a far l'attore. Una bella lezione per me e il mio amico!
postato da: sabrinamanca alle ore aprile 29, 2009 08:56 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni
venerdì, 24 aprile 2009

Perdere peso restando in forma


boteroCi risiamo. Con la primavera ecco ritornare l'ossessione dei chili di troppo a cui si aggiunge, ogni nuovo anno, un ulteriore problema, messo in evidenza, neanche a farlo apposta, da un nuovo prodotto immesso sul mercato proprio per risolverlo!
Quest' anno negli scaffali della farmacia ci sono tutti gli ultimi ritrovati in fatto di integratori alimentari, bevande e unguenti vari.
Ma andiamo con ordine.

Non ci sono più, semplicemente, i chili di troppo, ci sono i chili messi specificamente su pancia, fianchi, natiche, braccia e, udite udite, perfino sulle guance! Per ognuno di questi problemi esiste un prodotto adatto ad eliminare senza sacrifici il rotolino malefico. Ci sono poi diversi modi di "ingozzarsi". C'è la ragazzina brufolosa che mangia a pranzo e a cena da McDonald, c'è la cinquantacinquenne in menopausa che trangugia chili di cioccolato fra un pasto e l'altro per consolarsi della ritenzione idrica e del rallentamento metabolico che la sua condizione comporta.
La fame arriva di mattina oppure di sera, si camuffa in desiderio di dolce o salato, di liquido o solido.
Per ognuno di questi comportamenti esiste un rimedio. Il che ci riporta ai nostri scaffali pieni di integratori e unguenti e al panico da "consiglio".
Che cosa scegliere fra un "bruciatore di grassi", un "dimagrante termico", un "sostituto del pasto", un "drenante purificante", un "idratante interno(???)", un "ventre piatto", un "coscia lunga", un "eliminatore di doppio mento", un "destressante serale" spesso in combinazione con un "attivatore metabolico mattutino", un "incorporatore di grassi", un "trasformatore di calorie" e qui mi fermo perché comincio ad avere la testa che gira e la pancia che protesta.

giacomettiCome fare per dimagrire senza farsi troppo del male?
Il primo, ovvio, consiglio di un "professionista della salute" è andare da un dietologo e farsi una bella chiacchierata. Si scoprirebbero cose che molti mortali non possono neanche immaginare.
Ad esempio quali sono i grassi, quali gli zuccheri lenti,  quali i rapidi, e quale percentuale di ognuno di questi si dovrebbe mangiare  Oppure ancora quale dovrebbe essere il nostro peso in base alla corporatura, e alla nostra attivita fisica. E infine si comincerebbe a introdurre il concetto di caloria che è essenziale per una dieta corretta ed efficace.
Se non si vuole andare dal dietologo, si può sempre seguire il buon senso, direte voi; si scopre allora che il buon senso risulta essere  il  nemico più feroce della stragrande maggioranza di donne a dieta.
Insomma, la dieta ideale di molte persone (spesso, molto spesso, donne) rispecchia esattamente lo stato di confusione mentale nella quale sono immerse.
Meglio la dieta della mela, della lattuga o della carota? Meglio bere litri di brodo per una settimana oppure mangiare solo frutta e verdura rimediando una colite furiosa, una diarrea devastante (ah la diarrea, amico ideale di ogni pessima dieta che si rispetti!) e uno svenimento di qua e di là, tanto per gradire?

Il paradosso del mio mestiere fa che io sia costretta a dire che è proprio grazie  alla marea dei prodotti succitati che riuscirete a perdere i vostri chili di troppo. Un pessimo paradosso.
Io tento di superarlo, per prima cosa, evitando di farmi sentire dal mio datore di lavoro mentre consiglio un prodotto dietetico, e poi, cercando di trovare, insieme al cliente un modus in rebus.






postato da: sabrinamanca alle ore aprile 24, 2009 11:57 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni, dieta, dimagrire
giovedì, 16 aprile 2009

Omosessuali, Amazon, censura, e potere dei cibernauti

Ho appena letto sul blog di Pierre Assouline questo post dal titolo: censura sessualmente corretta su Amazon.
Lo scrittore francese ci racconta come solo qualche giorno fa centinaia di titoli sono scomparsi dalla lista dei best-sellers e dal motore di ricerca interna del sito. Questi libri avevano in comune, si è capito con qualche difficoltà, il contenuto, definito "per adulti" ( e fra questi c'era L'amante di Lady Chatterley, tanto per dare un'idea) ma anche i temi dell' omosessualità, oppure più semplicemente i testi scritti da autori dichiaratamente omosessuali e lesbiche.
James Baldwin, Annie Proulx, Sarah Waters, E.M. Forster (Maurice) Stephen Fry, Christopher Isherwood, Marion Zimmer Bradley, Edmund White, Quentin Crisp, Gore Vidal, Allan Hollinghurst, Jeanette Winterson, Patricia Highsmith, ecco alcuni nomi degli autori degradati a scrittori pornografici, secondo Amazon che, inizialmente spiega questa pulizia sessuale come ricategorizzazione del materiale "per adulti", una sorta di riodino della sua libreria secondo il criterio del "tema",ma che, poco tempo dopo, deve affrettarsi a parlare di "errore tecnico" e profondersi in scuse per l'accaduto.
I navigatori del web hanno infatti provocato un'onda di ritorno ben più potente di quella con cui Amazon intendeva "dare una ripulita" al suo sito (trascurando, fra l'altro, di classificare fra il materiale "per adulti" testate come Playboy, altri che mostravano delle orge in copertina). In poche ore hanno organizzato una petizione per il boicotto del sito che ha raccolto 10000 e Amazon si é dovuta affrettare a riparare, almeno in parte, il danno provocato a se stessa.

Questa vicenda mi pare un esempio evidente che la censura reazionaria e omofoba è sempre presente e potente ( ancora una volta bisogna domandarsi: chi ha paura degli omosessuali e domandare a quelli che hanno tanta paura il perché) ma anche che, noi, gli abitanti del web possiamo davvero tanto per preservare quel poco di libertà intellettuale che ci viene concessa.
postato da: sabrinamanca alle ore aprile 16, 2009 08:12 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, libri, scrittura, romanzi, censura, amazon
lunedì, 13 aprile 2009

Tutta invidia

Invidio le persone sagge, lungimiranti, capaci di leggere l'attualità trasformandola rapidamente in Storia. Invidio chi non si stupisce della "umanità" degli uomini, di tutti quei difetti come la cattiveria, la sete di potere, la protervia, e poi il desiderio di delazione, eccetera eccetera.
Li invidio perché non si fanno illusioni ma, alcuni fra loro, gli ottimisti (malgrado loro stessi), riescono ad intravedere qualche fioca luce in tanta oscurità.
Io non ci riesco.
Solo stamattina ho avuto il coraggio (perché ce ne vuole tanto, mi pare) di rituffarmi nell'attualità e ho fatto male, mi dico.
Una donna che viene bloccata in ospedale, dove vorrebbe partorire, per dei controlli d'identità, e a cui è impedito di vedere suo figlio per dieci giorni qui, un omosessuale a cui è impedito di donare il sangue per pregiudizio e ignoranza (dei medici!!!) qui, e poi il nostro presidente del consiglio sugli schermi di tutta Europa con la sua battuta sul terremoto - cercate di prenderla come un campeggio - e lo scandalo su AnnoZero colpevole di un affondo a una delle nostre divinità La Protezione Civile.
Faccio del mio meglio per accettare l'essere umano ma per il momento mi riesce male.
postato da: sabrinamanca alle ore aprile 13, 2009 08:41 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, eventi
mercoledì, 08 aprile 2009

La dormiente di Napoli e l'Ippocampo

Ieri ho scovato una casa editrice specializzata nel campo dei libri illustrati e le culture di paesi come l'India o la Cina. Si chiama Ippocampo e vanta diverse collane degne di nota.
Nella sezione per ragazzi ho trovato dei racconti diversi dai soliti, e poi altre interessanti sottocategorie: l'India dei piccoli, la Cina dei piccoli, la natura si racconta, l'enciclopedia della terra. Per ogni libro (o quasi) c'è la possibilità di sfogliare alcune pagine dove troverete delle piacevoli illustrazioni o delle splendide fotografie.
Ci sono finita cercando da "La dormeuse de Naples" di Adrien Goetzgoetz
che Ippocampo ha pubblicato in italiano con il titolo di "l'odalisca perduta".
Si tratta della celebre Dormiente di Napoli dipinta da Ingres  e le cui tracce si sono perse dopo la caduta di Murat e il ritorno dei Borboni a Napoli. La sua origine e le sue disavventure ci vengono raccontate da tre voci, quella di Ingres stesso, quella di Corot e infine un'altra voce più moderna, quella di un collaboratore di Géricault.
odalisca
Adrien Goetz insegna Storia dell'Arte alla Sorbona e con questo testo che mescola sapientemente mistero e voluttà dell'arte si è guadagnato in Francia il plauso unanime di critica e lettori nonché numerosi premi.
Io corro a leggerlo e poi vi dirò.

















postato da: sabrinamanca alle ore aprile 08, 2009 10:30 | link | commenti (2)
categorie: libri, letteratura, arte