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giovedì, 26 febbraio 2009

Testamento bio-logico?

Stanotte ho fatto un sogno. Lo so, lo so, avete già alzato gli occhi al cielo.
In linea generale il piacere nel raccontare i sogni che facciamo corrisponde esattamente all'indifferenza, al limite del fastidio, per coloro che ascoltano (a meno che il sogno non riguardi loro, beninteso!).
Comunque, resta il fatto che ho fatto questo sogno e che insisto per raccontarvelo.
Sono nel cortile di un palazzo di dodici piani, alzo gli occhi al cielo e vedo un tizio che, dai piani alti, vuole buttarsi giù. Sono convinta che, se appena arriva giù e sta per toccare il suolo, io spingo il corpo lateralmente, riesco ad annullare la velocità e "salvarlo".

Ho due ordini di dubbi, il primo riguarda me: non sarà piuttosto lui a travolgermi se tento di spingerlo ma mi metto troppo vicina? Non rischio di venir uccisa anche io dall'impatto?

Il secondo, quello che tormenta di più, riguarda lui: e se non volesse essere salvato? E se volesse suicidarsi, come oso interferire nelle sue sofferenze, nelle sue decisioni, nella sua vita?


postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 26, 2009 09:37 | link | commenti (7)
categorie: riflessioni
domenica, 22 febbraio 2009

I professori e altri professori
Marco Lodoli
lodoli
Hai mai letto qualcosa di Lodoli? Mi chiedeva continuamente A.
Io non ne sapevo un gran che. Avevo gustato le sue critiche cinematografiche su "diario"  così diverse dalle altre. Quelle critiche hanno ispirato le mie (chiedo umilmente scusa del paragone) perché partivano inesorabilmente da qualcosa che nulla pareva avere a che fare con il film in questione ma centravano sempre l'obiettivo; per fare un esempio, è come se cominciassi la mia critica di "quantum of solace" che, per inciso, lui non sceglierebbe mai di raccontare, con "mio cugino adorava arrampicarsi su per i ciliegi e di lassù scrutare la campagna...".
Qualche giorno fa sono andata a curiosare fra gli stand della "festa del libro e della cultura italiana"
nel suggestivo "espace des blancs Manteaux" e ho visto questo libricino di Einaudi con una frase sotto al titolo (a dire il vero piuttosto banale) "Se può accadere che un professore ti cambi la vita, può anche accadere che la vita, la tua vita, cambi un professore".
Mi sono però fidata delle sue critiche su diario e del mio amico A. e ho avuto ragione di farlo perché i nove racconti che compongono questo testo hanno ciascuno una forza e una complessità, davvero uniche .
Ce ne sono un paio, tre per l'esattezza, che parlano davvero di professori, alunni e scuola ma gli altri parlano anch'essi di chi insegna e impara. A volte i ruoli si capovolgono, a volte si impongono delle idee che rovinano la vita, a volte si impara da chi non sembra aver nulla da insegnare.
Vi lascio leggere una sua intervista scovata su questo sito web e questa recensione su italialibri

Vi lascio pure uno stralcio tratto dal racconto "i professori".

Seduto in guardiola leggevo i giornali che mi prestava la professoressa del secondo piano. Leggevo, seguendo le righe con il dito e pensavo: quanto è grande il mondo, quante cose succedono, e quanto è difficile comprendere le leggi segrete del movimento universale. Però capivo anche che ognuno, in qualsiasi posto si trovasse, poteva dire soltanto: io sono qui, esattamente come dicevo io, nella guardiola minuscola del mio palazzo. Nessuno mai può affermare: io sono là, tutti sono nel loro strettissimo qui, e anche se non riuscivo a tirare altre conclusioni, questo mi bastava per vivere tranquillo e senza inutili smanie.





postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 22, 2009 11:45 | link | commenti (3)
categorie: libri, letteratura
mercoledì, 18 febbraio 2009

Madri e figlie

coquelicots_claude_monet_10

Stamattina, mentre traversavo il ponte di Austerlitz sotto a un cielo di piombo, ho sentito una feroce nostalgia. Di fiori di campo. Di primavera.

E mi è tornata in mente C.

Io e lei ci incontrammo il primo giorno della scuola media. Intuimmo subito d'avere qualcosa in comune ma mettemmo del tempo ad ammetterlo.

C. detestava e adorava sua madre. Pittrice, scultrice, una splendida donna. Appariscente soprattutto. Non poteva entrare in una stanza o camminare per strada senza che tutti gli sguardi, anche quelli più spenti o distratti non si posassero sulla sua folta criniera castana, sui fianchi languidi, sulle lunghe gambe nervose.

C. l'adorava come si adora una statua su di un piedistallo ma tratteneva a stento un odio feroce, un vivo disprezzo. Non le perdonava di non amare il marito, suo padre, di umiliarlo con i suoi numerosi amanti.

Mi parlava di lunghi pomeriggi passati a spiare sua madre nel luminoso salone dove, di fronte a un divano di cuoio scuro, che accoglieva la donna insieme con i suoi amici, campeggiava un quadro con un'immensa distesa di papaveri.

- Mi racconta che sono mercanti d'arte, e pittori, e galleristi, ma io lo so che appena mi allontano smettono di parlare e cominciano a strofinarsi, mi raccontava con la mascella contratta dal disgusto.

- È una bambina, mi disse un giorno, nel tempo in cui lei stessa, a dieci anni, lo era.

Mi è venuto da pensare, stamattina, che quella, ed altri madri-bambine, seppure in modi diversi, fanno alle figlie il torto immenso di rubar loro l'infanzia.

postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 18, 2009 11:54 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
martedì, 17 febbraio 2009

Dolce far (quasi) nulla!

Questa settimana me andrò a zonzo per il net e leggerò dei bei post e farò dei bei commenti (si fa per dire) perché...perché non lavoro, direte voi e invece no, è proprio il contrario.
Sarò al mio posto di lavoro a sostituire il mio "capo" in vacanza.

Il vero lavoro, quell'attività necessaria per vivere e che restituisce una dignità, per me è lo scrivere.
Scrivere, (e leggere, certamente) è faticoso, impegnativo, a volte duro, spesso anzi, ma dà un senso alla mia esistenza, mi fa sentire parte di qualcosa, mi impedisce di lasciarmi travolgere, calpestare dalla vita.

Ecco perché questa settimana di lavoro fuori casa è come una vacanza. O quasi.
postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 17, 2009 11:16 | link | commenti
categorie: riflessioni
domenica, 15 febbraio 2009

L'immortalità dei piccoli gesti

Ogni gesto che compio, ogni parola che pronuncio, il sorriso o la smorfia che metto per vestire questo o quel momento, tutto ciò è definitivo, vale per quel momento e per sempre giacché la realtà e con essa le persone (me compresa) sono in continuo mutamento, rendendone evidente l'irripetibilità.
Questo concetto mi attraversa spesso la mente fulmineo, e inafferrabile molto più di quanto non desidererei.

Mia figlia lo ha reso eclatante. A pochi mesi, il suo corpo e la sua mente mutano con una velocità impressionante. I miei gesti verso di lei "pesano" allora più di quanto non abbiano mai fatto prima d'ora.
L'abbraccio in una notte agitata, i piccoli giochini di "nascondersi", "rincorrersi" e poi ogni carezza, ogni bacio, ogni contatto con il suo corpo così attraente di bebé, sono ancor più definitivi poiché ogni nuovo giorno mi mostra, con un'evidenza che non lascia spazio alcuno al dubbio, che davanti a me c'è una nuova persona, che quella di ieri non c'é più.

Mia figlia mi aiuta a ricordare il "peso", o meglio, "lo spessore" di ciò che rappresentano il mio vivere e agire.
L' importanza di tale "coscienza" può apparire minima, e lo è, di fronte alla finitezza dell'esistenza di ogni uomo, ma proprio di fronte a quest' ultima frontiera, soppesare, valutare, avere una maggiore consapevolezza mi consola, mi dà un ruolo attivo, anche se solo per pochi istanti di un'eternità nella cui vastità mi sento un punto trascurabile, e dà un senso alla mia vita.
postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 15, 2009 04:14 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
martedì, 10 febbraio 2009

La morte

è una malattia che si prende una volta sola, direbbe qualche cinico umorista. Il fatto, è che davanti a un corpo morto, che quasi non si riconosce più come quello dell'essere amato, si ha l'istinto di prendere le distanze, per paura di farsi risucchiare da un dolore senza fondo e da una domanda senza risposta che è quella che la vita pone alla morte.

L'uomo a cui tieni la mano, quella mano che ora non stringe più la tua, ma nella quale resta molle trattenendone il tepore, non è l'uomo che da qualche anno moriva lentamente, non è quello incredulo davanti alle diagnosi dei medici, perseguitato per giorni e poi mesi, e anni, da dolori senza tregua, dimagrito di mezzo corpo (era cosi' magro, ma cosi' magro, che per pigiama aveva una striscia, ti ricordi le sue risate?), prima combattivo e poi silenzioso, furioso, depresso.
L'uomo a cui trattieni la mano non è quello che ti disse, non la faccio finita per non dare un dolore a lei, ma che soffrì, da un certo momento in poi, di morire e anche di non morire.
Non è quello delle ultime settimane, quello che non reggeva nemmeno più il peso dei suoi trenta chili, che non sapeva a tratti chi era, un padre oppure un figlio? e che si doleva e si scusava di questi vuoti di memoria quasi sperando in un lungo avvenire in loro compagnia.
Non è l'uomo degli ultimi giorni, quello che non apriva più la bocca nemmeno per un sorso d'acqua e gli occhi per sorriderti, tentando di schivare il dolore sfacciato e rassegnato sulla tua faccia, e nemmeno quello che si ostinava con le ultime sillabe rimaste in bocca, a chiedere una sigaretta.
Non è colui che ti disse, basta, e poi nulla più, e a cui pietosa, concedesti l'oblio della morfina, per meglio raggiungere il regno di Morfeo.
Non è l'uomo che dopo quattro giorni e quattro notti di sogni sorridenti, quasi un preludio di pace, strinse la tua mano per lunghe ore e alcune lunghissime apnee.
L'uomo a cui tieni la mano non c'è più.
Resta l'uomo che è stato, immortale, fintanto che la morte, quella malattia che si prende una volta sola, non si prenderà anche te.

postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 10, 2009 09:22 | link | commenti (10)
categorie: riflessioni
venerdì, 06 febbraio 2009

Colpo di stato?
(il fascismo: quel vizietto nostro)

berlusconi10






















È stato uno dei suoi famosi sondaggi a dirgli che "la maggioranza degli italiani" l'avrebbe difeso e anzi appoggiato in questa sua scalata al trono se avesse utilizzato, martoriandolo ancora più di quanto non si creda possibile, il corpo (e la dignità), della povera Eluana Englaro?

Si sarà fatto un paio di conti, e avrà detto - con questo colpo porto dalla mia tutti i voti dei cattolici disgustati dai propositi razzisti e fascisti della lega Nord?

Avrà poi detto ai suoi compari - proviamo a testare la solidità della presidenza della repubblica e della magistratura e vedere fin dove ci possiamo arrischiare?

Avrà infine ordinato un nuovo sondaggio per chiedere agli italiani se sarebbero disposti a seguirlo sino alla fine, sino cioè a prevaricare i poteri che servono da equilibrio al suo per non trasformare una democrazia in una dittatura in piena regola?

Quello che mi fa più orrore della deriva che sta trascinando via la dignità stessa del mio paese e dei miei compatrioti è l'idea  che un nuovo sondaggio dica che "la maggioranza degli italiani" sono d'accordo con lui.

Avrei in quel caso la certezza che questo è lo stesso popolo che ha favorito l'ascesa al potere di Mussolini.
Mussolini-8[1]
postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 06, 2009 22:30 | link | commenti (18)
categorie: politica, riflessioni, breaking news
mercoledì, 04 febbraio 2009

Germania: Dresda, Berlino

"Una volta gli viene proposto di rappresentare l'esercito cecoslovacco ai campionati delle forze alleate che avranno luogo a Berlino.Sostenuta vivamente dai suoi superiori, la sua domanda di partecipazione viene accettata. Bene, dice Emil, molto bene, ci vado, e parte da solo un venerdì, in divisa militare e in treno, direzione Berlino, con un cambio a Dresda.
I campionati cominciano il sabato ed egli arriva a Dresda verso mezzanotte. La città è stata completamente distrutta dai bombardamenti, non restano che palazzi crollati, strade sventrate, rovine penzolanti. Non resta più gran cosa di Dresda, a parte la stazione. Lasciandosela alle spalle Emil cerca di farsi strada fra le macerie."

(traduzione lampo di un brano da "courir" di Jean Echenoz, les éditions de minuit)


postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 04, 2009 14:53 | link | commenti (3)
categorie: libri, cinema, letteratura
martedì, 03 febbraio 2009

Piangere

Nel sogno arrivava quest'uomo e aveva le mani piene di sangue.
Mi mostrava viscidi serpenti, urlando, sono le tue viscere, nemmeno adesso piangi?
Io le guardavo contorcersi, sprizzare odori nauseabondi e poi abbassavo lo sguardo verso l'ombelico.
La pancia era cava, un oscuro sepolcro, un senso di vertigine mi investiva.
Spostavo lo sguardo da quell'orrore che mi apparteneva, e prendevo a lungo il respiro.
Poi gli rispondevo, con voce ferma, quasi gaia, si, è proprio vero, quelle sono le mie viscere.
Egli cadeva in ginocchio e cominciava a singhiozzare, nemmeno adesso piangi?

E io allora mi voltai e me ne andai.
Poco importa se avevo voglia di piangere.
postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 03, 2009 13:52 | link | commenti
categorie: riflessioni
domenica, 01 febbraio 2009

Picasso et les maîtres

La grande expo delle Galeries Nationales du Grand Palais è agli sgoccioli e così per il gran finale ci saranno delle giornate di apertura non-stop.
Noi ci siamo detti -ora o mai più. Temerari, ci siamo presentati di sabato sera alle 20.30 all'interno del cortile delle Galeries, dove, schiaffeggiate da un vento polare, attendevano già intirizzite diverse centinaia di persone.
Con uno stratagemma vergognoso (o all'italiana come direbbe un non-italiano) siamo riusciti ad entrare senza aspettare nemmeno cinque minuti.
Ne è valsa la pena.
Non oso commentare l'expo, sia perché navigo in una sofferta ignoranza, sia perché le immagini parleranno da sole.
Ribadisco solo che il titolo "Picasso e i maestri" racchiude il senso di questa splendida esposizione.
Ho visto meraviglie della pittura riunite tutte sotto stesso tetto e anche l'arte in sperimentazione, in contaminazione. Ecco qui, in ordine sparso alcune opere a confronto (gli accostamenti li ho trovati in questo BLOG):
Picasso e Velàsquez L

 


























Picasso e Velàsquez: l'Infanta Marguerite e l'Infanta Marie Marguerite

Picasso e Manet le Matador e Matador saluant

      


























Picasso e Manet: il Matador e il Matador che saluta

Picasso e Ingres Madame Moitessier e grande nudo in poltrona




























Picasso e Ingres: Grande nudo in poltrona e Madame Moitessier

picasso e el greco.jpg portrait




























Picasso e El Greco: ritratto

Cezanne e Picasso donna nuda in piedi




























Picasso e Cezanne: donna nuda in piedi

Ho avuto poi l'occasione di rivedere delle opere che amo e avvicinarne alcune per la prima volta dal vivo:

el greco visitation
































El Greco: la visita

Olympia manet























Manet: Olympia

1a-francisco-goya-la-maya-desnuda-1789-1805-madrid-museo-del-prado
















Goya: Maya desnuda

Pablo Picasso - El Bobo































Picasso: El bobo

C'era tutto questo e molto altro all'expo "Picasso et les maîtres"
Ho cercato qualcosa di interessante per voi e ho trovato un video sui retroscena della mostra:
dall'arrivo delle opere da musei e collezioni di tutto il mondo, alla verifica del loro stato e autenticità, alla scelta degli abbinamenti:           www.rmn.fr/Accrochage-des-oeuvres
picasso et ses maiitresIn questa pagina internet www.rmn.fr/L-expo-Picasso-et-les-maitres troverete poi alcune interviste ai curatori dell'Expo, helas in francese!
postato da: sabrinamanca alle ore febbraio 01, 2009 11:04 | link | commenti (3)
categorie: eventi, francia