C'ERA UNA VOLTA UN RE

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domenica, 29 giugno 2008

Bambini,
coscienza e dolore.
Ieri avevamo a cena due amici con una bimba di un anno e mezzo.
La mia amica mi ha sorpreso, come sempre fa, con una frase che mi è rimasta in gola.
- il nostro compito di genitori è far vivere con serenità e spensieratezza l'infanzia ai nostri figli perché tanto, dal momento in cui avranno coscienza di sé, cominceranno a soffrire.

postato da: sabrinamanca alle ore giugno 29, 2008 09:10 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
sabato, 28 giugno 2008

Tradurre
è tradire. Ad ogni pagina, ogni frase, ogni frammento, l'impotenza aumenta.
Elenco tutto ciò che perderò in questa artificiosa trasformazione di cui resterà, con un po' di fortuna, il what, ma non certo il how, e la mente mi gioca strani tiri.
All'improvviso non vuole più servirmi, mi rifiuta anche la minima corrispondenza al punto che mi domando se davvero sono padrona della mia lingua madre.
E' la paura di tradire, colpire alle spalle e al cuore, la bellezza dell'origine, o trasformarla in altro. Un'altra poesia, un altro linguaggio, il mio. Uno sdoppiamento doloroso che rende l'opera una sorta di figlio adottivo, amato tanto più visceralmente,  poiché non nasce dal nostro ventre.
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 28, 2008 11:58 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
giovedì, 26 giugno 2008

Imposte varie et d'autres bricoles

Aspettavo da cinque anni un rimborso dal ministero delle imposte e così, non appena ricevuto un mandato non meglio identificato, mi sono avviata in banca giuliva e fresca, a dispetto del phon che da giorni prosciuga la pelle e gli animi in quel di Tissi. Era un mandato di pagamento di quattro, anche loro,non meglio identificate imposte a codice 5682, 4001, ecc. ecc. per l'anno di riferimento 2004 (in cui vivevo già da tempo all'estero).
Mia madre ha detto subito - queste non le paghi. Bisogna capirla, ha appena pagato due volte 1800 euro per poi venir a sapere che si erano sbagliati e che ora non le restava che chiedere il rimborso (restano però da definire i tempi per la restituzione).
Poco male per me, i soldi li ho (quelli per pagare quanto richiesto) ma mi domando con quale rabbia e disgusto tali errori vengano accolti da chi fatica ad arrivare a fine mese.

Sono passata un biblioteca e come per incanto ho dimenticato tutti gli autori di cui volevo leggere qualcosa.
Me ne sono andata via con "la vedova scalza" di Salvatore Niffoi (strane assonanze con mal di pietre) e "camere separate" di Pier Vittorio Tondelli.
Antonella Anedda e le sue "notti di pace occidentale" erano altrove ma la gentile bibliotecaria, Anna, (splendido nome e sorriso) mi ha detto - te lo ordino.

Non tutte le speranze sono perdute; son rimaste in due o tre, anche se un po' stordite.
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 26, 2008 22:13 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni
mercoledì, 25 giugno 2008

Rieccomi
più o meno...

Perché dimentico sempre la distanza fra il sogno e la realtà?
Dieci giorni da che sono in Sardegna e nei quali, altro che lettura, quiete e scrittura, non ho fatto altro che correre e riparare me stessa e la mia famiglia da un caldo assassino, da insetti arroganti e dall'Italia degli italiani.
lo so che sembrerò noiosa e arrogante e lo sarò anche, ma è mai possibile che io non possa fare una passeggiata con Juliette senza incorrere in pericoli mortali? I gradini sono alti quindici centimetri, i marciapiedi invasi dalle auto, gli automobilisti frenano sempre all'ultimo momento.
Mettersi in auto è poi impresa da eroi. In questi pochi giorni sono stata superata al semaforo, e poi innumerevoli volte sulla linea continua e in curva. Le rotatorie, così come le corsie di accelerazione, sono di chi deve dare la precedenza e non il contrario. Nella stessa spiaggia dello scorso anno ho pagato quindici euro per mezza giornata, cinque in più, e non è bastata la sfuriata contro il gestore a calmarmi e nemmeno la traduzione estemporanea dei commenti di un pullman di inglesi che hanno definito il costo della locazione "extremely  expensive".
Domani sarà un giorno propizio per la pace e il raccoglimento?
Sto evitando accuratamente di guardare in televisione le performances di Berlusconi perché un accidente vascolare in questo paese significherebbe la morte sicura.

postato da: sabrinamanca alle ore giugno 25, 2008 22:22 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni
giovedì, 12 giugno 2008

Vacanze sarde

Ancora tre giornate folli, fra il lavoro e le corse affannose per organizzare gli ultimi dettagli di queste nostre lunghissime vacanze in Sardegna.
Lunedì sera, se dio vuole (come direbbe mia madre) vedrò lo splendido tramonto arancio e turchese dietro casa. I sentori della campagna mi confonderanno le idee e lo spirito, i grilli e i rospi romperanno il silenzio della notte.
Non vi lascio, ci rivediamo lì, in Sardegna.
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 12, 2008 22:09 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
sabato, 07 giugno 2008

Denuncia il tuo vicino (mia madre ne andrebbe pazza)

Nei dieci anni in cui abbiamo vissuto in città abbiamo traslocato tre volte, due a causa dei vicini. I primi facevano uscire di senno mia madre che passava in casa la maggior parte del tempo. Tre bambini in età scolare che giocavano a palla durante l'intero pomeriggio e un padre claudicante che riteneva offensivo per la sua dignità mettere delle pantofole (e che ogni notte si alzava almeno due volte per orinare) fecero l'affare nel primo caso. Il secondo caso meriterebbe un lungo e affascinante resoconto. Per farla breve, lui aveva fatto già un mese di prigione per porto d'armi abusivo e per aver minacciato uno degli ex vicini con la suddetta arma. Lei aveva più volte minacciato di gettarsi dal famoso (per i sassaresi) ponte di Rosello con i tre pargoli obesi e durante la prima visita di cortesia che le facemmo ci raccontò che il marito aveva sempre "voglia di scopare", brutto porco pervertito, mentre lei faceva di tutto per tenerlo a bada.
Ci fecero andar via, come i precedenti inquilini, a forza di minacce, telefonate anonime, colpi di bastone sul muro a notte fonda, insulti per strada (una volta urlarono puttana a mia sorella che aveva allora nove anni).
Mio padre fu tentato di seguire il consiglio di un poliziotto, disposto a indicargli un tizio che per cinquanta mila lire avrebbe dato una lezione al capofamiglia.

Tutto ciò non sarebbe mai accaduto se avessimo aderito a www.rottenneighbor.com un sito internet che permette di segnalare alla community, attraverso delle critiche violente ma motivate e una bandierina sulla mappa google corrispondente all'immobile, i nostri futuri vicini prima di compiere il gran passo di affittare o addirittura comprare un appartamento.
Per il momento i dati sull'Italia e la Sardegna sono sporadici (se si digita Sardinia appare una terra vergine, senza vicini, un vero paradiso) ma in compenso, i racconti su che cosa un vicino è capace di inventarsi pur di farci imbestialire sono esilaranti, se  non si hanno vicini simili, ovviamente.
Su le monde di stamattina un curioso articolo sull'argomento.
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 07, 2008 10:39 | link | commenti (5)
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venerdì, 06 giugno 2008

The pillow book

Notte agitata. Come lo sono quelle che precedono una svolta, o semplicemente il nascere di qualcosa di nuovo e diverso da tutto ciò che ha preceduto. Come lo sono quelle in cui si elabora una materia potente e complessa, che richiama da luoghi remoti una nuova sfumatura del nostro essere.
"The pillow book" i racconti del cuscino di Peter Greenaway contiene parte di questa materia, si presta a congetture sul corpo, il sesso, la morte e soprattutto la scrittura.
Ho bisogno di ripensarci ancora per un certo tempo e rivederlo ancora e ancora ma per ora mi accontento di questa première e accetto la notte insonne come scotto da pagare.

Notte agitata anche perché la mia bimba mette il suo primo dente. Piange, sorpresa e impaurita lei stessa di questo fastidio, questa nuova sofferenza senza spiegazione.
Perché il dolore senza ragione né origine colpisce molto più duro e profondo.

Nelle mie mani, nelle mie braccia una materia si va formando, modellando, in parte secondo la direzione che le imprimo.
Mi dà sollievo il pensiero di Gibran: “I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa...
essi vengono attraverso di voi, ma non da voi.
E benché vivano con voi non vi appartengono...
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
esse abitano la casa del domani,
che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
la vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;
poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell'arco.”
postato da: sabrinamanca alle ore giugno 06, 2008 08:31 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, cinema
giovedì, 05 giugno 2008

Luoghi

Quando vengo a visitare il mio blog, anche in periodi come questo, in cui non scrivo e faccio solo qualche incursione, seguendo l'istinto, in questo o quel blog, mi ritrovo a pensare a questo spazio come ad un luogo reale. Infatti nella mia mente posso quasi visualizzarlo come un'insieme di case con altrettante finestre dalle quali i post dei vicini si affacciano con maggiore o minore veemenza per invitarmi a conversare.
Penso continuamente ai miei luoghi preferiti che sono più spesso quelli in cui vorrei essere ma non sono, e più raramente quelli in cui vivo il presente. Il luogo sognato, agognato, in questi giorni, è la mia isola. Non solo quella. Anche la mia casetta in campagna, la spiaggia che più mi fa sentire libera e rilassata, il fresco del mio piccolo giardino, i gerani che intendo piantare e che piantai, anni fa, in una splendida estate. Crebbero variopinti e forti, tanto che ricevetti i complimenti di mia madre da sempre scettica sul mio pollice verde. Fu un'estate di amori e amicizie forti, senza appuntamenti da rispettare né ricatti da rifiutare. Un'estate di libertà e piena coscienza. Questo è uno dei luoghi al quale aspiro pur sapendo che è un luogo del tempo passato ed esiste solo nel ricordo.
Un luogo in bilico fra passato e presente l'ho vissuto qualche giorno fa. Un'amica mi ha invitato ad un "playgroup" una sorta di incontro fra mamme e bambini nella casa di una sconosciuta. Un tè, qualche presentazione, io ero, credo, l'unica nuova arrivata, e poi una full immersion nell'inglese diversamente accentato delle altre ospiti. La finestra di fronte a me era spalancata e fuori c'era Parigi, o così mi sembrava, ma lì dentro ero tornata nell'Inghilterra di qualche anno fa, in un luogo che non potevo ricordare che vagamente poiché non l'avevo mai veramente vissuto.
Luoghi indefiniti eppur intimamente nostri sono quelli che sanno regalarci le storie ben raccontate (e qualche volta anche quelle meno riuscite se solo ci sospingono d'un passo verso il sogno, la rêverie).
Ho appena visitato la Cuba di Leonardo Padura Fuentes e il suo "la neblina del ayer" (la nebbia del passato) e tanto è bastato per suscitare in me una nostalgia e un rigetto, entrambi feroci, di un luogo che i miei piedi non hanno mai sfiorato.
La mia casa è divenuta da qualche mese un altro luogo, quello in cui incontro la mia innamorata. Quando me ne allontano per poche ore, ritornare diviene un bisogno lancinante. Entro con precipitazione, frugo tutte le stanze con lo sguardo per sfamarmi delle sue tracce e quando finalmente individuo la stanza dove la mia bimba gioca con il papà, allora soltanto quello diviene il luogo dove vorrei essere e sono, in quel momento. Congiunzione perfetta, unico paradiso raggiungibile.


postato da: sabrinamanca alle ore giugno 05, 2008 13:47 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni