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lunedì, 26 maggio 2008

A Cannes vince l'impegno politico e sociale

L'aveva annunciato Sean Penn, alla vigilia del festival cinematografico più importante al mondo (in termini di mercato): vinceranno le pellicole che offriranno uno sguardo sul mondo, e si sa di che tipo è lo sguardo di Penn.
La palma d'oro è andata a "entre les murs" di Laurent Cantet. La pellicola, una via di mezzo fra documentario e finzione cinematografica, racconta di una classe liceale di un quartiere popolare parigina. Cantet è il regista di altri tre splendidi film, fra cui "risorse umane" una feroce satira sul mondo del lavoro. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di François Bégaudeau, insegnante in un liceo di periferia ed ex collaboratore de "les cahiers du cinéma".
Due film italiani ricevono rispettivamente il gran premio e il premio della giuria, "Gomorra" di Matteo Garrone e "il divo" di Paolo Sorrentino.
Premiati anche Walter Salles e i fratelli Dardenne.

Nota a margine: l'anno scorso la palma d'oro venne data a "quattro mesi, tre settimane, due giorni" del romeno Cristian Mungiu, quest'anno è un altro romeno, Marian Crisan, che vince il premio per il cortometraggio "megatron".
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 26, 2008 08:12 | link | commenti (7)
categorie: cinema
domenica, 25 maggio 2008


Romania- Italia: 1 a 0

Ieri ho visto in tv l'eurovision song contest, il festival della canzone europea (vinto dalla Russia) e quale è stata la mia sorpresa nell' ascoltare il pezzo presentato dalla Romania!
Per prima cosa è in parte cantato in italiano mentre tutti gli altri concorrenti quando hanno scelto la seconda lingua hanno preferito l'inglese, e poi il testo comincia così: "vieni e stringimi la mano, io vengo da lontano, da lontano, per te, guarda, il mondo che ho sognato, presente e passato, con te" E' un'orribile canzonetta d'amore, una di quelle che potrebbe vincere Sanremo, per intenderci, ma trovo così comico che questo paese, declassato dal nostro al punto d'essere candidato ad una legislazione a parte, ci manifesti un tale affetto...comico e tremendamente triste.
 
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 25, 2008 09:12 | link | commenti (3)
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giovedì, 22 maggio 2008

Scritture varie

Per chi scrivo quando scrivo? Perché scrivo?
Di quante scritture sono capace, o meglio, di quante scritture ho bisogno?
Se rovisto alla rinfusa fra il mio passato e il presente, non posso non far caso all'apparente dissociazione fra le varie strutture su cui le mie parole sono fissate. Il mio primo diario intimo è datato 1981, il mio primo romanzo rosa 1983, il primo racconto lungo noir 1984, il mio primo tentativo di opera intellettuale 1986. Scrivo, scrivo, scrivo, in continuazione. Abbozzi, frasi, riferimenti, riassunti di poche righe. Ritrovo una parentesi "giornalistica" dal 1992 al 2003, un periodo denso di racconti e stimoli nel 2002-2004, e poi il blog. Ogni scrittura rivela qualcosa di me e rileggermi aiuta a comprendere meglio quella che appare come una totale dissociazione. Qualche mese fa ho persino ritrovato un racconto che all'inizio non ho riconosciuto come mio. Ho letto d'un fiato le due paginette già pregustando il finale e mi con orrore ho compreso che mi trovavo davanti ad una mia creatura, un moncone lasciato lì a imputridirsi, come tanti altri.
In generale però tutto ciò che scrivo è abbastanza noioso, contorto e noioso, soprattutto quando non rinuncio a infiocchettare le mie storie con parentesi didattiche, impervie quanto inutili.
Periodicamente mi decido a lasciar perdere, mi domando dove sto andando e dove voglio andare.
E' evidente che ancora non ho elaborato alcuna risposta.
Il mio "inchiostro" si spande sul contenuto di uno scatolone.
All'interno di svariati quaderni e fogli sparsi riesco a trovare solo qualche frase che ancora mi commuove, mi sorprende, mi tende un'imboscata costringendomi al riso.
Dovrebbe bastarmi forse.

Scrivere e pubblicare sono facce diverse della stessa medaglia, potrebbero chiamarsi espressione del sé e confermazione del sé, liberazione e dipendenza, definizione del sé e identificazione con la massa.
Leggo su tanti blog, qualche volta l'ho letto e scritto, anche sul mio, da un lato il desiderio del riconoscimento da parte di un pubblico più o meno vasto e composito, dall'altro la dichiarazione di indipendenza da quello stesso pubblico.
E' una battaglia che si dovrebbe combattere con più onestà, nel senso che ci dovrebbe forse porre domande più semplici: perché scrivo, per chi scrivo, che cosa scrivo, come scrivo, e tentare di dar loro una risposta.
La fortuna che abbiamo in questo paese (e non in Birmania, per esempio) è che, se anche tutti i segnali che giungono dall'esterno (lettori, editori) sono contro di noi e se, nonostante ciò non possiamo fare a meno di scrivere, beh, possiamo continuare.

Segnalo due post infinitamente meno noiosi del mio sulla scrittura (vediamo se le mie visite aumentano...)
sul sito di Remo Bassini
e su abbracci e popcorn


postato da: sabrinamanca alle ore maggio 22, 2008 09:29 | link | commenti (10)
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martedì, 20 maggio 2008

"La festa è finita"

Queste le parole di Maurizio Gasparri, presidente del gruppo parlamentare del pdl rispondendo a un giornalista che gli chiedeva lumi sul "pacchetto giustizia".
Immagino i festini senza fine nei barconi che dalle coste africane e albanesi trasportano una moltitudine di nottambuli radical-chic al paragone dei quali una crociera Costa impallidirebbe, invidio quegli interminabili giorni e notti trascorsi al buio di scatoloni nei container dei tir.
E come non sognare del nuovo eccitantissimo sport che consiste nel legarsi sotto al cassone di un camion, direttamente sull'asse di trasmissione e vivere il quasi-contatto con il suolo, il fango, le vibrazioni su un terreno accidentato?
E se ci si addormentasse poi? Altro che colpi di sonno al volante, altro che le gare a fari spenti!
Qui si parla di sangue e materia cerebrale spiaccicati al suolo e spruzzati un po' dovunque, questo è coraggio allo stato puro, che emozioni!
Davvero li invidio questi immigrati che vengono a depredarci, prendere i posti migliori nelle nostre imprese, bypassare politici e uomini di potere per prendere possesso dei gangli vitali di questo paese.
E con viva commozione mi congratulo con il nuovo governo che ha capito a chi, fra Camorra e Rom, bisogna dichiarare guerra, e ha avuto un coraggio da leone nel scagliarsi contro questa potente mafia straniera che sta sbriciolando non solo l'economia ma l'autorità dello stato: la festa è davvero finita!!!

Alcune segnalazioni: sul blog di  Antonio Vergara un video di Marco Travaglio
sul blog di Orasesta un post dal titolo zingaro chi?
sul sito de "il primo amore" il testo "zingari di merda" di Antonio Moresco.

Chiudo con un detto catalano: ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo.


postato da: sabrinamanca alle ore maggio 20, 2008 16:04 | link | commenti (7)
categorie: politica
lunedì, 19 maggio 2008

Rom e altri diversi

Non sono ancora riuscita a metabolizzare questa impennata di odio e razzismo che ha infiammato il nostro paese negli ultimi giorni. Provo ancora troppa rabbia e vergogna per mettere in ordine le idee.
Ho trovato però una discussione che merita viva attenzione sul blog di Remo Bassini.
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 19, 2008 10:30 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni
domenica, 18 maggio 2008

Omofilia e sterilità

Ieri si è svolta in tutto il mondo la giornata contro l'omofobia, il cui scopo principale è quello di depenalizzare l'omosessualità, ancora trattata come un crimine in più di ottanta paesi al mondo.
Su le monde di oggi un interessante articolo che traccia il cammino dell'omosessualità attraverso culture, religioni e secoli.
Uno stralcio riguarda l'evoluzione della considerazione dell'omosessualità in Francia:
(l'eredità cristiana, citata nella domanda, si riferisce al fatto che la religione cristiana, così come l'islam, anche se né nel corano né nella bibbia vi è alcun cenno all'omofobia, hanno sempre condannato gli omosessuali come criminali, perversi o malati)
En France, comment s'est effectuée la remise en cause de l'héritage chrétien ?

La remise en cause s'est effectuée grâce à cette véritable révolution politique et culturelle que fut la pensée libérale du XVIIIe siècle, qui prônait la distinction entre vie privée et vie publique et la protection de l'individu contre l'ingérence du pouvoir politique. Pour les philosophes libéraux comme Condorcet ou Bentham, unacte ne causant aucun tort à autruicomme l'homosexualité entre adultes consentants pouvait être condamnable moralement mais il ne méritait aucune sanction pénale ou civile. Plus tard, la révolution industrielle et la migration croissante des populations vers les villes ont permis aux homosexuels de prendre leurs distances à l'égard des structures sociales rigides des campagnes. Libérés des contraintes familiales de la vie rurale, les homosexuels ont pu assumer leur sexualité plus librement.

In Francia, come si è rimessa in discussione l'eredità cristiana?

Attraverso quell'autentica rivoluzione politica e culturale che fu il pensiero liberale del XVIII° secolo che raccomandava la distinzione tra la vita pubblica e la vita privata e la protezione dell'individuo contro l'ingerenza del potere politico. Per i filosofi liberali, come Condorcet e Bentham, un atto che non causasse alcun torto ad altrui persona, come l'omosessualità tra adulti consenzienti, poteva essere condannabile moralmente ma non valeva alcuna sanzione penale o civile. Più tardi, la rivoluzione industriale e la migrazione crescente delle popolazioni nelle città hanno permesso agli omosessuali di prendere le distanze  rispetto alle strutture sociali rigide delle campagne. Liberi dalle costrizioni familiari della vita rurale, gli omosessuali hanno potuto vivere la loro sessualità più liberamente.

***

Ieri mattina, mentre sfamavo l'esserino, ho visto apparire sugli schermi di France 2 "nientepopodimenoché" la nostra "ministra per le pari opportunità" Mara Carfagna, citata per due ragioni; la prima è la sua bellezza che ne fa una delle deputate più avvenenti al mondo (qualcosa di cui andar fieri) e la seconda (qualcosa di cui andar fieri?), questa:

"al seminario Donna, vita e famiglia, da lei stessa organizzato, la deputata Carfagna afferma che «non c'è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare»
Queste affermazioni hanno suscitato lo sdegno di molti esponenti della comunità GLBT, tra i quali la deputata transgender Vladimir Luxuria che ha proposto un parallelo tra le parole della Carfagna e una  legge della Germania nazista  «che prevedeva l'internamento degli omosessuali ritenuti socio-sabotatori perché non in grado di riprodursi»
A sua difesa la Carfagna ha affermato che le sue parole citavano quelle del prof.  Francesco D'Agostino(ordinario di filosofia del diritto e membro della Pontificia Accademia per la Vita) che aveva definito le unioni omosessuali «costitutivamente sterili»" (fonte wikipedia)

Mi domando allora, gli uomini e donne incapaci di procreare hanno diritto d'amare, o addirittura, sono capaci di amare?
Sarebbe forse il caso di sottoporsi ad analisi approfondite per verificare la capacità di procreare prima di convolare a giuste nozze? Si dovrebbero annullare tutti i matrimoni in cui uno dei coniugi non è capace di procreare?
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 18, 2008 08:57 | link | commenti (2)
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sabato, 17 maggio 2008

Le emozioni al potere

La lettura di un dibattito dal titolo "bisogna dare il potere alla gente?" fra Ségolène Royal (socialista, ex candidata alla presidenza della repubblica) e Jacques Julliard (storico e editorialista del nouvel observateur) mi ha fatto riflettere sulla realtà italiana e ha spiegato a parole ciò che tentavo di esprimere.
Il dialogo fra i due volge attorno al coinvolgimento sempre maggiore della gente comune nella direzione del potere, ovvero nel prendere le decisioni politiche.
In un tratto si parla di alcune emissioni elettorali in cui dei giovani avevano posto delle domande al allora giovane Jacques Chirac e nelle quali ogni ragazzo tirava fuori la sua situazione personale.
S. Royal risponde - se si fa la politica è per risolvere i problemi della gente ma bisogna anche aprire uno spazio pedagogico e spiegare in che cosa un problema particolare possa avere o meno un senso per il resto della società -.
J.Julliard ribatte - questa microdemocrazia che si risolve nella risposta a bisogni e domande personali e quindi spesso contraddittori crea dei problemi e non può dar luogo ad un progetto politico coerente che accontenti tutti. Resta da trovare un mezzo diverso per essere più vicini alla gente senza per questo rinunciare a un ruolo della politica di arbitro, che sceglie, valuta l'interesse generale e poi decide -.- In ogni caso, è il legislatore che fa le leggi e l'esecutivo che agisce e non lo fa secondo i risultati dei sondaggi, ma in ogni caso è un falso rischio... - insiste S. Royal.
- E' sicura, incalza l'intervistatore? E il caso di Chantal Sébire che ha evocato tanta emozione al punto di spingere il governo a rivedere le leggi in merito?( questo caso alcuni mesi fa ha sconvolto l'opinione pubblica. Una donna, ammalata di un tumore che le provocava dolori talmente intollerabili da non riuscire a calmarli con i più potenti farmaci e il cui viso aveva assunto dei tratti mostruosi, chiese l'eutanasia, non autorizzata in francia, poi si suicidò)
J.Juillard - è evidente che non si dovrebbe riformare una legge così delicata come quella che tratta di mettere termine alla vita in funzione di un caso particolare. Così come sarebbe assurdo rinforzare le leggi contro i pedofili all'indomani di un crimine orribile, sarebbe negazione stessa della giustizia-.
S.Royal - il potere attuale manipola certi argomenti per compiacere l'opinione pubblica così come attraverso leggi repressive inutili. Invece, l'emozione suscitata da Mme. Sébire può permettere di riaprire il dibattito su una questione non ancora regolamentata -.
J.Juillard - bisogna distinguere la democrazia delle opinioni alla quale sono favorevolissimo alla democrazia delle emozioni che naviga sulle reazioni immediate e che può essere molto pericolosa...

In questo dibattito si dice quindi assurdo ciò che da noi è la norma. La nostra politica segue le emozioni della gente comune all'indomani di un fatto di sangue piuttosto che un altro, e sempre all'indomani si fanno le leggi, delle leggi che non hanno nulla di ponderato, equilibrato, e che non tengono conto dell'interesse generale.
Sarebbero troppi gli esempi ma sono sicura che capite di che cosa sto parlando, ne avete degli esempi ogni giorno.
C'è molto lavoro da fare e non sono sicura che stiamo sulla buona strada: resta, da parte del cittadino, accettare l'autorità dello stato non operando una giustizia fai da te (in tutti i campi, dalle imposte agli attacchi dei campi nomadi) ma comprendendo che il bene comune non deve sempre e per forza coincidere con il suo. Resta, da parte dei politici, la presa di coscienza di quello che è il proprio ruolo, di un progetto coeso, dell'interesse generale, del servizio che sono pagati profumatamente per svolgere.

Per finire credo che questo giro di vite contro gli immigrati, in particolare rumeni non sia dettato dall'emozione del giorno ma purtroppo dal prezzo da pagare alla lega al governo. Le mafie, che sono (bisogna andarne fieri?) rigorosamente Made in Italy, continuano a lavorare sui loro "progetti politici" e a delinquere in tutti i modi possibili, indisturbate.

postato da: sabrinamanca alle ore maggio 17, 2008 09:10 | link | commenti (2)
categorie: politica
venerdì, 16 maggio 2008

Mare mare

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L'oceano è un altro mare.
Malgrado certe meravigliose apparenze l'onda fatale è sempre in agguato così come l'alta marea.
L'oceano è un mare per poeti e suicidi.

stintinoIl mio mare non contiene alcuna minaccia, è un mare sorridente anche se a volte pecca di spessore.
La sua trasparenza non invoca misteri se non, forse, nella stagione invernale, quando talvolta cede il passo ad all'opacità ad opera di un vento sferzante che mescola sabbia e detriti sballottandoli qua e là.

Guy de Maupassant (luglio 1882, Bretagna)

    ...La plage de Penmarch fait peur. C'est bien ici que les naufrageurs devaient attirer les vaisseaux perdus, en attachant aux cornes d'une vache, dont la patte était entravée pour qu'elle boitât, la lanterne trompeuse qui simulait un autre navire.
    Voici, un peu à droite, une roche devenue célèbre par un horrible drame. La femme d'un des derniers préfets du Morbihan était assise sur cette pierre, ayant sur ses genoux sa petite fille. La mer, à quelques mètres sous elles, semblait calme, inoffensive, endormie.
    Soudain un de ces flots singuliers, qu'on appelle des vagues sourdes, monta, venu sans bruit, le dos gonflé, irrésistible, et, escaladant la roche, comme un malfaiteur furtif, il emporta les deux femmes qu'il engloutit en un moment. Des douaniers, qui passaient au loin, ne virent plus qu'une ombrelle rose, flottant doucement sur la mer recalmée, et la grande roche nue, ruisselante...


La spiaggia di Penmarch fa paura. E' proprio qui che i pirati dovevano attirare i vascelli perduti, attaccando alle corna di una vacca, la cui zampa era bloccata perché zoppicasse, la lanterna ingannatrice che simulava un altro vascello.
Ecco, un po' a destra, una roccia divenuta celebre per un dramma orribile. La moglie di uno degli ultimi prefetti di Morbihan era seduta su questa pietra con la figlioletta sulle ginocchia. Il mare, qualche metro sotto di loro, pareva calmo, inoffensivo, addormentato.
All'improvviso, una di quelle onde singolari che chiamano onde sorde, salì, in silenzio, il dorso rigonfio, irresistibile e, scalando la roccia come un malfattore furtivo, trascinò con sé le due donne che inghiottì in un solo istante. Dei doganieri che passavano in lontananza, non videro altro che un ombrello rosa che galleggiava sul mare di nuovo calmo, e la grande roccia nuda, gocciolante.

Per diversi giorni ho trascorso le mattine e parte dei pomeriggi non lontana da quelle rocce e da "quell'onda sorda" e nemmeno sola, avevo sempre con me la mia piccolina.
Ora leggo con orrore che quelle stesse rocce non hanno mai smesso di uccidere alla chetichella, con il sangue freddo di chi non trema a causa della propria coscienza.
Ho trovato un'intera pagina dedicata ai misfatti di Saint Guenolé, ai suoi malefici sotterfugi, alla sua attesa paziente che nasconde una tremenda voracità.
Diversamente dalla prefetta noi siamo tornate, per buona sorte.




   
   
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 16, 2008 09:24 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, francia
venerdì, 09 maggio 2008

Penmarc'h
Stamattina mi sentivo motivata per un post ma splinder non mi ha permesso di scriverlo.
Tant pis!
Domani partiremo per qualche giorno, di nuovo in Bretagna, per un salone letterario e un giretto al mare.
Il paesino del titolo è bretone e si pronuncia Pamar!
Al mio ritorno vi dirò.
Buon fine settimana a tutti e spero che il vostro cielo interiore sia limpido quanto quello che le mie finestre incorniciano.
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 09, 2008 18:49 | link | commenti
categorie: riflessioni
martedì, 06 maggio 2008

Primavera

C'è un tempo per scrivere e un tempo per vivere?
Forse la risposta è meno lapidaria e drammatica.
Fuori c'è il sole. L'aria è tiepida. Indovinate il colore del cielo. Sorvolerò sul cinguettio degli uccelli, la frescura sotto alle fronde dei rami, i pollini che danzano con le api e questo tepore erotico che provoca il disgelo del mio corpo. Tutte splendide banalità.
Non sono una giustificazione ma un impulso incontrollabile.
Uscire. Sorridere. Respirare profondamente. Ridacchiare. Sospirare canticchiando.
Porterò un libro al parco con me. Che non leggerò.
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 06, 2008 08:25 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni