La mia droga si chiama Julie(tte)
Due segnalazioni al volo (non so perché ho tanta fretta visto che non vado da nessuna parte) sui film del fine settimana, entrambi davvero validi:
This is England di Shane Meadows, splendido affresco dell'Inghilterra degli anni '80 quando la Tatcher inviava truppe a combattere la guerra delle Falkland e nasceva il movimento degli skin heads e
Before the devil knows you're dead di Sidney Lumet, storia di due fratelli al verde e disperati che rapinano la gioielleria di famiglia. Esempio di come tutto può andar molto peggio delle nostre più tetre previsioni.
Ho visto anche Hairspray e Funeral party. Lasciate perdere!
Entrambi i film hanno una collocazione in un genere, ma come tutte le pellicole solide, complesse, opera di grandi realizzatori, hanno molto altro.
Ora torno a letto per un po', poi comincerò la mia "duesettimane" di lavori forzati in casa.
Perchè?
Per far nascere prima la mia ranocchietta, naturalmente! anche se sospetto che si farà un'idea orribile della vita delle donne e vorrà cambiar sesso prima di venir fuori!!!

Questo autunno è una primavera malinconica.
Tutto pare sbiadire come se si allontanasse per mancanza di convinzione.
Il cielo non è che una replica, una pallida imitazione di un altro, osservato altrove, e oramai dimenticato.
Il sole ingrigisce i contorni dei palazzi, li amalgama al resto, con pazienza e un barlume di tristezza.
Perfino il verde degli "Square", umidi del passaggio di uomini in tuta blu, non vuole saperne di stare appiccicato a steli pallidi. Cola, goccia a goccia dalle foglie, si spande al suolo e scarpe veloci lo calpestano.
Mi chiedo se di questo passo tutto svanirà.
Se, quando l'ovatta avrà imbottito per benino ogni pertugio, sentirò ancora qualcosa.
Tingerò i capelli di rosso.
E mi procurerò uno specchio.
4H 58
Vado migliorando.
Questa volta il pretesto e preteso risveglio è avvenuto a causa di un crampo.
Ebbene si, sappiate che ogni notte, ogni santa, benedettissima notte, sento l'irreprimibile desiderio di stendere, stirare gli arti inferiori, ed ognuna di queste notti rischio di brutto di ritrovarmi come un calciatore negli ultimi minuti di un incontro estenuante, una mimica facciale da contorsionista che ha dimenticato un braccio nell'esercizio precedente, ad arrestare il movimento sperando che non sia troppo tardi, che non abbia dato inizio all'evento crampo.
Stanotte ho urlato perché davvero ci sono andata vicino, ed è curioso, il mio pensiero è corso subito alla nazionale francese di rugby che sabato si giocherà il tutto per tutto a Cardiff, contro i neri neozelandesi.
C'è un tempo per ogni cosa, uno per capire, uno per accettare di non capire, un altro per non fare affidamento sulle cosiddette certezze.
Ho stabilito, senza rancore, anzi con una punta di auto-compatimento, che per quanto tempo potrò vivere in questo paese non potrò mai fare il tifo per la loro squadra di calcio o uno sportivo qualsiasi nelle competizioni internazionali.
E' più forte di me, è il cuore che mi guida.
Con il rugby per esempio, nonostante non ci fosse alcuna competizione con l'équipe italiana non ho potuto fare a meno di simpatizzare per i neozelandesi ma soprattutto l'Argentina, che è il paese al quale mi sento più vicina dopo il mio.
Vi sono poi poche certezze, semplici verità che da sole fanno si che non perdiamo completamente fiducia e speranza nel rassicurante detto che se c'è un problema allora c'è una soluzione (vedi guerre, crisi economiche e politiche, miseria, asteroidi del diametro di un chilometro che si dirigono verso il nostro pianeta ad una velocità difficile misurabile).
Eccola, ve la porgo sperando che vi torni utile così come a me.
Come tagliare una cipolla senza piangere: è molto semplice, basta respirare con la bocca.
Vedete come basta un nonnulla per cambiare la prospettiva delle cose.
Respirare solo con la bocca, questo, talvolta, può non essere così semplice come lo si crede ma se si riesce allora la gestione ed il controllo totale sulle lacrime da soffritto sono assicurati.
Un'ultima osservazione: il pianto da cipolla può tornare utile quando si sente l'urgenza di scoppiare in lacrime mentre il nostro compagno gironzola per casa ed è di quelli che " soprattutto non voglio vederti piangere.
Hai un problema? Se ne parla. Sei triste? Andiamo a fare un giro in macchina (nemmeno fossi un cane) ma smettila di frignare!
Il male delle sinistre
Anche qui in Francia, così come in Italia le sinistre hanno un comportamento che sfida qualsiasi logica.
Anche qui, dopo la vittoria di Sarkozy, che sia detto, ha ben compreso la lezione di Berlusconi e se la canta e se la suona (un giorno mi soffermerò sulla sua gestione del potere che in Italia parrebbe quantomeno singolare), le sinistre passano il loro tempo a insultarsi, pugnalarsi, screditarsi fra loro, affossare qualunque iniziativa, insomma, praticare sino all'ultimo respiro quella che un'amica compagna aveva gentilmente definito come dialettica costruttiva.
Ségolène Royal è stata sepolta da critiche e libri che come quello del compagno Lionel Jospin (l'impasse) la demoliscono come politico e persona. I leader delle ali più radicali come al solito corrono da soli contro tutti, possibilmente scindendosi ancora e ancora fino a che non resterà più nessuno.
Tutti hanno in bocca le nobili intenzioni di rifondare la sinistra e nelle mani una tela oramai sfaldata, consumata dal tempo e rosa dall'acido delle lotte interne.
Ora, da ignorante, mi domando perché.
Perché le destre riescono a mettersi d'accordo, a scendere a compromessi (il compromesso del resto è parte essenziale della politica) e non le sinistre.
Perché una compagine che dovrebbe avere ideali e scopi comuni inanella fiaschi politici uno sull'altro, permettendo alla parte politica avversa di governare secondo scopi e ideali che parrebbero ciò che meno essi si augurano.
Ora ci sarebbero molte banalità da addurre (banalità che designano luoghi comuni e comuni verità) ma queste riguardano in egual misura destra e sinistra perché sono insite nell'uomo e quindi sorvolerò.
Cerco di trovare una via,una risposta, brancolando nel buio, A tentoni mi pongo delle domande, ipotizzo, fantastico.
Mi domando se non sia la rigidità di certi modelli politici, di certa filosofia politica a produrre questa sorta di paralisi che impedisce alle sinistre di "con-promettersi".
Chi ha fatto un po' di politica, anche a livello universitario entra in un mondo dove il lavoro di mettersi d'accordo è in assoluto il più difficile e il più necessario, sa che non bisogna perdere di vista gli scopi comuni e che è il raggiungimento di questi ultimi che da la forza di accettare posizioni e metodologie molto differenti per raggiungerli.
Ora, mi dico, è possibile che una parte politica che ha una formazione e un ideale comune non riesca a far altro che trovare la propria intima soddisfazione nell'autodistruggersi???
E non mi dicano che è più complesso di così, perché allora mi devono spiegare perché nei due paesi, da quando hanno assaporato il potere le sinistre hanno cominciato a sgretolarsi e questo processo dura oramai da decenni mentre le destre sembrano andare sempre più a braccetto.