Istantanee
Lavori d’intelletto e lavori di gomito
In questi giorni l’insonnia è sparita come d’incanto.
Il motivo? Sto lavorando in casa come non facevo dai tempi della pancia vuota.
Lavo i vetri, passo lo shampo all’odiosa moquette, riordino i libri secondo la casa editrice.
Mi sono posta il problema di trovare un altro sistema o di metterli in ordine sparso ma è più forte di me, l’uniformità dei colori e della dimensione mi rassicura.
Abbiamo soprattutto delle edizioni tascabili, Folio, ma anche due serie poliziesche molto robuste, Rivages noir e Gallimard. Ci sono le traduzioni curate dalle edizioni 18/10 e un’infinità di altre.
Adoro riordinare i libri, soprattutto quando non sono stati scelti da me. Sono infiniti piacevoli incontri.
Alcune copertine mi ispirano tenerezza e attaccamento, altre ostilità, altre ancora indifferenza.
Mi piace leggere la quarta di copertina e decidere che posizione merita questo o quell’altro romanzo, separare i classici, i romanzi di “genere”, i saggi, la poesia, il teatro. E’ in questa discriminazione che mi accorgo di quanto labili siano i confini, sempre che ne esistano, fra un genere e infiniti altri.
Ieri, osservando le pile di varie altezze e colori che si levavano come sottili grattaceli dal suolo pensavo, che meraviglia, tutto questo è una parte di noi, di ciascuno degli autori, è un pezzo di vita, reale o trasformata, una storia che mi ha voluto raccontare, una storia che non poteva fare a meno di raccontare. Davvero i libri sono un’invenzione miracolosa
Tengo in tale considerazione il riordino dei libri da non vederlo come un semplice atto di ménage casalingo.
Per questo, ogni tanto, esausta mentalmente, mi metto a lavare una finestra.
Stanotte ho fatto tre sogni che riguardavano l’ascensore di casa (abitiamo al nono piano).
Al mio compagno li ho raccontati ottenendo questa profonda riflessione – i tuoi sogni rappresentano senza dubbio un rifiuto della gravidanza -.
Siete curiosi di dire la vostra?
No? Tanto meglio, i sogni interessano solo chi li fa, tutti gli altri li trovano d'una noia mortale.
Al punto che alcuni si fanno pagare per sorbirsi tutta la manfrina.
Si? Lasciate perdere, sono sogni che hanno annoiato anche me mentre li sognavo e la risposta del mio compagno non ha per scopo che il desiderio di farmi imbestialire.
La vendetta è arrivata puntuale: la mammina incinta stamattina aveva una voglia incredibile di croissants au beurre, e come si fa a non accontentarla, col rischio poi di partorine una bambina con la faccia a quarto di luna!!!
Il paparino in fieri è dovuto partire alla ventura e cercare una panetteria aperta.
A proposito, conoscete l’origine dei croissants?
Istantanee
Prospettive
La sage femme al corso di preparazione al parto: non dovete meravigliarvi di sentirvi stanche, spossate. Sappiate che portate addosso da qualche mese, giorno e notte, dieci chili.
Io che ero convinta di portarne al massimo sei, all’improvviso sento uno strappo alla schiena che si piega in avanti: sono i quattro chili in più.
La gravidanza mi ricorda per certi versi una malattia, un incidente invalidante o la vecchiaia, nel senso che rimette in discussione gesti, abitudini che sembravano acquisiti per sempre.
Portare due buste della spesa, passare l’aspirapolvere, inchinarsi per un qualsiasi motivo, sedersi, allacciarsi le scarpe, depilarsi, rigirarsi nel letto, stiracchiarsi, camminare evitando il passo del gambero, terminare una pizza, trovare la buona taglia di pantaloni, mangiare tutto ciò che consigliano di mangiare evitando tutto quello in gravidanza a detta dell’uno o dell’altro si dovrebbe evitare.
La vita di tutti i giorni diventa così una sfida continua. Una battaglia da vincere o almeno alla quale sopravvivere senza troppi danni.
Insofferente alla bieca dipendenza (chiedere al mio compagno di allacciarmi le scarpe da tennis) ho comprato due paia di ballerine (scarpe ideate per la prima volta in Francia).
Le ho misurate in una giornata che potremmo definire calda e dopo una passeggiata affinché i piedi raggiungessero il massimo gonfiore consentito.
Non era abbastanza. Continuerò con le scarpe da tennis e attenderò ancora un mese e mezzo per smettere le ghette da pachiderma e indossare le scarpine da favola.
Non vedo più il mio inguine. Mia figlia me lo impedisce. Devo ricorrere sempre più spesso allo specchio. Immagino che sia lo stesso per qualcuno con una pancia senza bambino.
Sino ad ora sono ingrassata di dieci chili. Quando guardo il mio ventre nel bagno non riesco a ricordare come fosse senza la mia bebette dentro. Il mio ombelico è completamente dilatato e una linea scura lo collega al pube. Le vene, anche le più grosse son ben visibili. Attraversano l’addome così come il petto come una tela di ragno. Il mio profilo è davvero stupefacente.
Mi chiedo dove siano andati a finire gli addominali ma del resto un giorno o l’altro le nostre strade dovevano pur separarsi. Spero non per sempre.
Fino a qualche tempo fa quando mi svegliavo mettevo subito la mano sul ventre per accertarmi che ci fosse ancora.
Quando facevo pipì mi meravigliavo che, svuotata la vescica, la pancia non si sgonfiasse anch’essa.
Finita la stagione del dubbio.
Istantanee
Dieta consigliata in gravidanza
Fibre in grande quantità per contrastare la stitichezza
(frutta e verdura)
Vitamine e oligoelementi (ancora frutta e verdura)
Latte e formaggi che contengano calcio
Carne rossa che contenga ferro
Carboidrati da sostituire agli zuccheri semplici per contrastare il diabete gravidico.
Pesci che contengano gli omega tre
Frutti di mare (ricchi di ferro)
Uova (ricche di ferro)
Alimenti proibiti in gravidanza
Carne non perfettamente cotta (se vediamo una stria di rosso nello spessore della bistecca tanto vale immaginare che sia il sangue del nostro bambino versato da noi stesse!!!)
Motivo: toxoplasmosi (infezione da microorganismo che può causare malformazioni gravissime nel feto)
Verdura e frutta non perfettamente lavate (possobilmente disinfettate)
Motivo: idem
Insaccati ad eccezione del prosciutto cotto (e in alcuni paesi del crudo, Italia e Spagna,)
Motivo: infezione da batterio Listeria (ricorso ad antibiotici)
Frutti di mare non cotti sino al rigor mortis
Motivo: toxoplasmosi
Formaggi non pastorizzati e crosta (i formaggi francesi si mangiano con la crosta)
Motivo: listeriosi
Vino, birra e qualsiasi bevanda alcolica, fumo di sigaretta (inalato, passivo o attivo)
Motivo: l’alcol così come il fumo anche in quantità infinitesime nuoce alla crescita del feto, induce un ritardo importante nella crescita.
Caffé e bevande che contengano caffeina, consumare con moderazione
Motivo: bambino sottopeso alla nascita (risultati contrastanti sugli ultimi studi pubblicati. Astensione prudente)
Zuccheri semplici da sostituire con i carboidrati
Motivo: evitare il diabete gravidico (di cui, nonostante tenuto sotto controllo con la somministrazione di insulina, non è provata l’esistenza)
Uova crude, tiramisu, maionese
Motivo: salmonella
Sono inoltre da evitare:
Carni fritte con grassi cotti, formaggio stagionato, tonno e sardine in scatola, acciughe, sgombri, cefali, salmone, anguilla, caviale, panna, creme e dolci in generale, condimenti e cibi piccanti.
Fatte delle brevi considerazioni sulla presenza nella stessa lista di alimenti consigliati e vivamente sconsigliati quando non proibiti nello stesso tempo, ci si chiede ancora perché una donna in gravidanza sia stressata???
Dieta di Sabrina
Premesse: mani lavate con disinfettante diverse volte al giorno
Utensili lavati tre quattro volte in corso d’uso.
Primo trimestre
Frutta e verdura lavate più volte minuziosamente, col groppo alla gola. Tengo a precisare che mi sono astenuta dall’uso di aceto, napisan, detersivo per piatti e sapone, e questo è già segno di uno squilibrio non marcato.
Carne ben cotta (con molta acqua per inghiottire il boccone carbonizzato e filamentoso e lo stomaco stretto) pochissima per la non altissima qualità del mucchietto nero che tiravo fuori dalla padella.
Parmigiano.
Ricotta.
Pastasciutta.
Pastasciutta.
Pastaciutta.
Ravioli.
Gnocchi di patate.
Dal 3 al 23 aprile: riso, acqua di bollitura del riso, patate bollite
Causa: dissenteria gravidica
Una tartina al salmone affumicato pianta amaramente (sensi di colpa ai massimi valori)
Fra il primo e il secondo trimestre (in preda alla disperazione) ho elaborato una teoria secondo la quale gli alimenti congelati nel freezer distruggevano il toxoplasma. Teoria confermata in parte.
Le spore sopravvivono.
Gozzoviglia di carni quasi al sangue e salmone affumicato durata due settimane.
In seguito, causa dubbio amletico, ulteriore verifica e scoperta vile tradimento spore.
Ritorno all’ovile con orecchie basse e sensi di colpa in impennata esponenziale e autostima sotto i tacchi.
Secondo trimestre: (un mese passato in sardegna)
Carne rossa con vaghe striature rosate e meno carbone.
Formaggi assortiti, qualcuno con crosta.
Frutta e verdura lavata alla moda di mia madre (minuziosa ma non ossessiva)
Prosciutto crudo come se piovesse
Cozze con aglio e prezzemolo, arselle, e frutti di mare assortiti
Tiramisu
Salmone e insalata di mare
Almeno un etto di mortadella
“Tartare” di pesce (pesce crudo macinato)
Insaccati di ogni natura in quantità modeste
Ritorno a casa:
proseguimento regime relax
Segnalo tentativo di corruzione di tale Sylvie che nella notte fra il 3 e i 4 settembre mi adescava ripetutamente con un bicchiere di vino, occhi dolci e fronte corrucciata (leggere: ma che cosa mai ti può fare un bicchiere di vino!!!). Salvata in angolo da Olivier che apostrofava di "insistente e petulante" la suddetta.
Terzo trimestre:
Sempre più rilassata ( presi cinque chilogrammi nelle ultime tre settimane)
Consumato in solitudine e silenzio un barattolo di nutella variamente accompagnato (crepes, mollica di pane, pistoccu, cucchiaino, dito).
Ulteriori segnalazioni seguiranno.
La paura
Dai primi mesi di gravidanza ho paura di tutto e tutti.
Ogni notte chiudo a chiave la porta dell’ingresso e spesso mi sveglio di soprassalto, sicura di avere degli estranei in casa. Nemmeno la presenza del mio compagno a fianco nel letto riesce a rassicurarmi. Questo non mi impedisce di chiedergli di andare a verificare. All’inizio si svegliava e sembrava capire quello che gli stavo chiedendo ma non si è mai alzato. Ora riesce persino a rispondermi continuando a dormire.
Una notte ho sognato che la nostra bebette, appena nata, gli cadeva dalle braccia e moriva. L’ho svegliato e gli ho annunciato che nessuno avrebbe mai toccato la bambina per almeno un anno.
Quando esco sospetto di tutti. I passanti nascondono segreti perversi. Le donne, soprattutto quelle che da tempo tentano invano l’inseminazione artificiale vorrebbero impedirmi di mostrarmi in pubblico. Vado in giro con le braccia prudentemente libere e tese in avanti per evitare tentazioni omicide e colpi dei frettolosi che sono i criminali più numerosi in città.
Il metrò ne è zeppo.
Al contempo sono affascinata dai fatti di cronaca nera. Ne leggo tanti, con avidità.
Leggo Simenon, Detectives, un settimanale con tutta la più becera cronaca nera e una raccolta di Liberation sugli omicidi più rilevanti per ferocia degli ultimi trent’anni.
Mi interessano soprattutto i serial killer ma anche i violentatori e gli infanticidi.
Ogni tanto mi chiedo perché ma senza voler veramente trovare un motivo. Saranni gli ormoni che sembrerebbero responsabili della maggior parte dei miei atteggiamenti inspiegabili.
Serie tv
Altra novità esclusiva di questo ultimo mese.
Il mio rapporto con la televisione sino a qualche tempo fa si limitava a qualche telegiornale e documentario.
Ora seguo una decina di serie televisive anche se, non essendomi ancora perfezionata nella coordinazione e nel riconoscimento fra le varie (quasi omonime) spesso le confondo.
Alcuni esempi:
Doctor House
Desperate housewives
The West Wing
Life on mars
CSI (tutte le città, indifferentemente)
Numb3rs
Méthode Zoé
New York unità speciale
Spiriti criminali
Avocats et associés
Sono inoltre aperta a qualsiasi novità (traduzione: sono una pattumiera televisiva, ingoio tutto senza fare una piega)
Istantanee
Al parco
Mademoiselle stamattina mi si è messa sullo stomaco. Ha puntato i piedi e mentre sto seduta tento di convincerla a cambiare posizione. Mi accarezzo il ventre esercitando una leggera pressione sugli spunzoni. Mi vengono le vertigini, un po’ per l’emozione, un po’ la digestione che finalmente si attiva.
Mentre sono impegnata nella suddetta operazione sento qualcuno chiedere ripetutamente scusa: è un omnino che stava seduto sulla panchina di destra, vicino a me. Mi volto e capisco che parla con me. Agita una sigaretta e si allontana accennando qualche mezzo inchino.
Vedo allontanarsi di spalle una ragazza minuta con una schiena diritta sulla quale sta incrociata una lunga sciarpa colorata. Accompagna due bambini in bicicletta. Chi la vedesse, come me, da dietro, e non riconoscesse la sciarpa (che utilizzata soprattutto in Africa e America Latina), non sospetterebbe che sul davanti porta un bimbo di pochi mesi e pochissimi chili.
Il mercoledì i bambini non vanno a scuola e così, grazie anche a una bella giornata da inizio autunno, il parco stamane brulica di famiglie spezzettate, dimezzate, rimediate.
Bimbi in bicicletta ce ne sono tanti.
Credo che dovrò rimettermi anche io in sella se voglio dare l’esempio a mia figlia.
L’esempio, dicono, è migliore di qualsiasi discorso di principio o di intenti.
Una signora sulla settantina porta a spasso un grosso cane bianco dal pelo frisé. Solo che il suddetto sta sdraiato a mo’ di sfinge su un passeggino Chicco penultimo modello (ormai sono un’esperta) e scruta a destra e manca forse cercando un suo simile. Per sua sfortuna i cani in passeggino non sono numerosi stamattina.
Un ragazzo dai tratti somatici orientali mi gira attorno da quando sono arrivata. Ha scelto un tragitto fra due panchine a una trentina di metri dalla mia. Va dall’una all’altra passandomi a volte davanti, altre dietro. Ogni tanto si avvicina come per chiedermi qualcosa ma ogni volta desiste. Forse ha adocchiato la mia borsa?
Me ne vado con il dubbio. Certe persone non saprai mai che cosa vogliono.
La forma della mia pancia è esattamente quella di un pallone incastonato proprio sotto all’arcata delle costole. Un grosso pallone di quelli che si gonfiano al mare per giocare a pallavolo, ma molto più pesante.