C'ERA UNA VOLTA UN RE

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mercoledì, 31 gennaio 2007

Io nulla scrivo sulle foglie. Vi leggo
quel che le foglie recano già scritto
in sé, nelle intricate nervature
simili a vene sul dorso della mano
o linee incise nel palmo. Il sguardo,
che segue il biforcarsi di vie segrete,
coglie ad incroci turgidi di linfa
i nodi del significato. Così
si fa più chiaro il messaggio.
Ma quella che tu chiedi, e che tu chiami
la mia risposta. E' la vita che parla
in ogni cosa viva, mentre passa 
verso la morte. Vi pongo di mio
soltanto un giusto angolo di sguardo.
E il calmo gesto con cui, dopo averle
lungamente scrutate, affido al vento
queste mie foglie, e il vento se le porta,
esso solo compiendo
per un diritto immemorabile
il sussurrante vaticinio.

[Margherita Guidacci - Il buio e lo splendore - 1989]
www.diariodipoesia.it
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 31, 2007 14:14 | link | commenti (6)
categorie:
lunedì, 29 gennaio 2007


Agghiacciante

E' stata pubblicata questa mattina da "Il Messaggero". Viene da Gaza e riprende cinque bambini che vegliano su un piccolino appena ucciso. Faccio fatica a metterla online e anche solo a guardarla. Non mi importa la nazionalità di quel piccolino, non contano le parti in conflitto. Ma è un'immagine che va, sia pure con dolore, diffusa perchè rappresenta in maniera drammatica, agghiacciante la grande tragedia delle guerre. di tutte le guerre dove sempre più spesso le vittime sono assolutamente innocenti e pagano la scellerata voglia di potere dei grandi. C'è solo da piangere.

pinoscaccia.splinder.com


Non ricordo chi ha detto che la terra è nata senza l'uomo e morirà senza l'uomo.

Non si è detto però che la razza umana sarà considerata la razza più scellerata, idiota e autodistruttiva che abbia mai sfiorato la sua superficie.

postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 29, 2007 15:59 | link | commenti (11)
categorie: riflessioni

Non vi hanno detto che la rosa è carnivora?
Il rosso dei petali s'è ingoiato le lacrime
e con le lacrime, gli occhi.

Non vi hanno detto che la rosa è carnivora
perché la crudele divorò loro la bocca.

Resta il profumo per chi non ha occhi né bocca.
La speranza,
questo male che non sarà mai fiore.

Io lo compresi un giorno che ero cieca.
Senza un respiro
ne afferrai il gambo a piene mani.

Potete immaginare quanto il dolore nuoccia alla speranza?
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 29, 2007 10:07 | link | commenti (4)
categorie: poesie, riflessioni


Elegía


(En Orihuela, su pueblo y el mío,
se me ha muerto como del rayo Ramón Sijé,
a quien tanto quería...)

Yo quiero ser llorando el hortelano
de la tierra que ocupas y estercolas,
compañero del alma tan temprano.

Alimentando lluvias, caracolas,
y órganos mi dolor sin instrumentos,
a las desalentadas amapolas

daré tu corazón por alimento.
Tanto dolor se agrupa en mi costado,
que por doler, me duele hasta el aliento.

Un manotazo duro, un golpe helado,
un hachazo invisible y homicida,
un empujón brutal te ha derribado.

No hay extensión más grande que mi herida,
lloro mi desventura y sus conjuntos
y siento más tu muerte que mi vida.

Ando sobre rastrojos de difuntos,
y sin calor de nadie y sin consuelo
voy de mi corazón a mis asuntos.

Temprano levantó la muerte el vuelo,
temprano madrugó la madrugada,
temprano está rodando por el suelo.

No perdono a la muerte enamorada,
no perdono a la vida desatenta,
no perdono a la tierra ni a la nada.

En mis manos levanto una tormenta
de piedras, rayos y hachas estridentes,
sedienta de catástrofes y hambrienta.

Quiero escarbar la tierra con los dientes,
quiero apartar la tierra parte a parte
a dentelladas secas y calientes.

Quiero mirar la tierra hasta encontrarte
y besarte la noble calavera
y desamordazarte y regresarte.

Y volverás a mi huerto y a mi higuera,
por los altos andamios de las flores
pajareará tu alma colmenera

de angelicales ceras y labores.
Volverás al arrullo de las rejas
de los enamorados labradores.

Alegrarás la sombra de mis cejas
y tu sangre se irá a cada lado,
disputando tu novia y las abejas.

Tu corazón, ya terciopelo ajado,
llama a un campo de almendras espumosas,
mi avariciosa voz de enamorado.

A las aladas almas de las rosas
del almendro de nata te requiero,
que tenemos que hablar de muchas cosas,
compañero del alma, compañero.

Miguel Hernández
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 29, 2007 00:03 | link | commenti
categorie: canzoni
domenica, 28 gennaio 2007

What if I say I shall not wait!
What if I burst the fleshly Gate -
And pass escaped - to thee!

What if I file this mortal - off -
See where it hurt me - That's enough -
And step in Liberty!

They cannot take me - any more!
Dungeons can call - and Guns implore
Unmeaning - now - to me -

As laughter - was - an hour ago -
Or Laces - or a Travelling Show -
Or who died - yesterday!

    E se dicessi che non aspetterò!
E se mi lanciassi oltre la carnale Barriera -
E traversandola scappassi - verso te!

E se scavassi questo mortale - a fondo -
Per vedere dove mi fa male - Basterebbe -
E via verso la Libertà!

Non mi riprenderanno - mai più!
Invochino Prigioni - implorino Fucili
Insignificanti - ora - per me -

Come il riso - era - un'ora fa -
O Pizzi - o un Circo -
O chi morì - ieri!


Emily Dickinson
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 28, 2007 20:26 | link | commenti (8)
categorie: poesie, suicidio
martedì, 23 gennaio 2007

Dammi tre parole...

Sono stata gentilmente invitata da gattocanguro
a partecipare al gioco o catena che dir si voglia, in cui si rivelano cinque cose che non si sono mai dette di se stessi.
Ci ho pensato quasi a fondo... ma non c'è nulla di me che non abbia detto. Non ho segreti reconditi o debolezze di cui non abbia fatto partecipi prima o poi i miei interlocutori. Non che io mi definisca una persona sincera a priori, ma tutte le debolezze che mi appartengono o le fantasie che ho contemplato sono state oggetto di racconti tragicomici che ho sempre avuto l'ardire di svelare.
Inoltre, il mio blog, non sembra il luogo più adatto per le confessioni nostalgico-pruriginose. Non è questo che vorrei fosse. Dunque per onorare l'invito mi vedo costretta a inventare un personaggio e accollargli degli ipotetici segreti.
Il personaggio, di cui ho ieri raccontato un'avventura ne "il prurito", è Valeria e queste sono le cinque cose che non ha mai detto di sé:

A nove anni giocava con la cugina alla "segretaria e il capo". Valeria era il capo, ben inteso. Le due si baciavano in bocca con voracità ma evidentemente senza la lingua, visto che nei film dell'epoca la lingua non si vedeva per nulla, e si strofinavano, inconsapevoli del perché del loro desiderio (nessuno s'era sognato di parlare di sessualità con loro) e dopo si vergognavano come non mai. Tuttavia, ricominciavano.

A dieci anni insieme a dei compagnetti, Valeria scovò in un garage sotterraneo una rivista porno. All'interno grandi aquile (così le chiamavano), gatte pelose e soprattutto, il famigerato ciucciacazzi, una sorta di grosso vibratore blu con una tettarella nell'estremità. La bimba non dormì per una settimana per l'ansia che la volessero allattare con quel coso e soprattutto che la scoperta  delle aquile le si leggesse in faccia.

A dodici anni diede il suo primo bacio vischioso. Dopo vomitò e giurò mai più: spergiura!!!!!

A quattordici anni un tizio volle a tutti costi vedere la sua gatta. Che brutta, le gridò!!!
Lei ci rimase male.

A sedici anni decise di farla finita con il sesso e si dette anima e corpo alla lettura di Balzac, Zola, Dumas e chi più ne ha più ne metta ( nel frattempo si accarezzava con il pomello del letto in ferro battuto).

A diciassette incontrò Gianni: il resto è storia (vedi post precedente).


postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 23, 2007 09:45 | link | commenti (3)
categorie: riflessioni
lunedì, 22 gennaio 2007

Il prurito

Valeria chiuse la porta dietro di sé e cominciò a camminare.
Andava a passo circospetto, le gambe leggermente divaricate e una sofferenza acuta sul volto pallido.
Ogni tanto rallentava e poggiava una mano contro un muro, poi, con un gesto rapido si sistemava i pantaloni sulla vita e il cavallo.
Ogni volta che si imbatteva in un gradino, vi si sedeva, le gambe ben piegate, le ginocchia al petto, e vi si dondolava per un po'. Allora la sofferenza cedeva il posto ad un'espressione di piacere intenso che però non durava che qualche istante.
Riprendeva allora ad avanzare per poi fermarsi al gradino successivo.
Giunse a casa di Riccardo in un tempo che giudicò biblico.
Prima di suonare s'aggiustò gli abiti e provò un sorriso cordiale. Si, poteva andare.
L'uomo le aprì la porta con un' evidente espressione di piacere che si gelò non appena riconosciuta sul volto di lei la causa del pallore.
- Oh no, Valeria, dimmi che non sei venuta per Quello, ti prego!
- Sei il mio migliore amico e da chi potevo andare!
Lui sospirò, quindi le mostrò la strada sospingendola dolcemente all'interno.
- Vieni, siediti. Mi sembri sul punto di svenire.
La donna avanzò verso il salone dove troneggiava un canapé rosso fiamma.
Si sedette piuttosto su una sedia rigida. Sulla punta.
- Ti offro qualcosa da bere, cara?
- Un succo d'ananas, se ne hai, grazie.
- Che domande, sai a memoria che lo tengo per te.
Valeria vuotò avidamente il bicchiere, poi attaccò con voce lamentosa
- Lo sai quanto ci ho messo questa volta per arrivare a casa tua? Quaranta minuti, quando in tempi normali  mi ci vuole un quarto d'ora, e neanche! Ma ti rendi conto? Questa storia dei gradini poi, sta diventando un'ossessione. Oggi sono perfino passata per piazzale Matteoti. Lì posso fare almeno tre soste.  Mi proporrò come nuova icona per la pubblicità dei biglietti Gratta e Sosta. Chi più credibile di me?
- Sono certo che ti prenderebbero subito, bella come sei. A proposito, uomini all'orizzonte?
Valeria scoppiò in un riso nervoso che si esaurì bruscamente. Asciugò una lacrima sul bordo degli occhi.
- Da quando? Dalla settimana scorsa, vuoi dire? Ti sembra che se ci fosse un uomo all'orizzonte non te ne avrei già parlato e soprattutto, credi che sarei qui, ad implorare il tuo aiuto?
Riccardo si levò in piedi e cominciò a misurare la stanza con passi nervosi.
- Davvero, Valeria. Questa storia deve finire. E' imbarazzante oltre che ambigua. Ma è possibile che tu non riesca a rimediare uno straccio d'uomo, nemmeno per una scopata-lampo?
- Lo sai che non sono il tipo. Non potrei mai. Io non riesco a darmi così, al primo che incontro!
- E invece dovresti. Dovresti prendere la vita meno sul serio, scherzare un po', godertela insomma. Da quanto tempo è che avete rotto tu e Gianni? Un anno e mezzo? Beh, dovresti davvero girare pagina. Ecco, proprio così. Punto e a capo. Ri-co-min-cia-re, mi segui?
- Hai ragione, lo so, lo so. Ma è che dopo Gianni tutti mi sembrano così insulsi...
- Non dire idiozie. Gianni è un uomo davvero speciale. Non siamo cresciuti tutti e tre insieme, del resto? Ma dire che non ce ne siano altri! Questa, scusami, non sta né in terra né in cielo!
- Senti, Riccardo, ti prometto solennemente che farò qualcosa in proposito. Mi iscriverò su Meetic, ecco che farò. Non ti sembra un' idea geniale? E vedrai che troverò qualcuno prima della fine del prossimo trimeste. Giuro!
- Ti voglio credere, perché io invece ti giuro che questa è l'ultima volta!
- Va bene, va bene. Siamo d'accordo.
Riccardo le si accostò e l'abbracciò con tenerezza. Poi le indicò il divano.
Valeria cominciò lentamente a levarsi gli abiti.
- Ho persino comprato un nuovo corsetto e le giarrettiere, vedi? Volevo che il completo si abbinasse al colore del canapé.
- Benissimo Vale. Ora però spogliati che altrimenti perdo la concentrazione.


Valeria gli schioccò un bacio sulla guancia.

- Grazie. Sei stato formidabile. Per un paio di mesi dovrei stare tranquilla. Sei davvero un amico.
Riccardo le sfiorò il viso con una carezza.
- Vai, ora. E cerchiamo di non peccare più!


Valeria si vestì rapida, poi lasciò l'appartamento con un gesto di saluto per Riccardo che dormicchiava. Sempre dopo l'amore.

Scese le scale a piedi, quindi a passo di gazzella si diresse verso casa.
Dodici minuti! Questi erano tempi da record. E del resto questi erano sempre stati i suoi tempi prima che sopraggiungesse quell'orribile prurito.
Che fosse una ninfomane, cosa di cui Gianni era arrivato ad accusarla negli ultimi tempi, era oramai categoricamente escluso. Lei, una ragazza di così sani principi!
Una malattia, ecco quello che la affliggeva.
E una malattia come la si affronta, se non curandola?



 


postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 22, 2007 10:14 | link | commenti (9)
categorie: racconti
venerdì, 19 gennaio 2007

mare blog foto di Leo

Cancellata la prima

Mai mi affascinò il teatro
o forse così
invincibilmente
che, le guance in fiamme
il cuore in tumulto
gli voltai le spalle
in atto perenne
o perituro
di codardia.

Che ne fai,
che ne fate voi tutti
di questo Pudore?
Mi gridò
un'anima fiera
poco prima che l'onda ne riempisse
la gola.
Credi forse sia più eroico
morire sulla rena?

Se il silenzio o piuttosto il sussurro
è degno compagno del Pudore
mai mi stancai di ripetere
ad ogni grano di sabbia

Sarà solo
infinitamente
più lungo.

postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 19, 2007 11:21 | link | commenti (10)
categorie: poesie
giovedì, 18 gennaio 2007

bersaglio
       foto di Leo



Il bersaglio

Non la vedi lì in fondo
quella povera anima
imbrattata  d'uno stucco d'autunno?

Non la vedi quell'animuccia bianca
tutta impiastricciata di morte?

Eccola! E' proprio là.
Non vedi che tiene la schiena curva?

La vedi? Ora la vedi?
Non provare a mancarla
te ne prego.

E' un bersaglio facile
e non chiede che d'essere colpita.
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 18, 2007 18:12 | link | commenti (4)
categorie: poesie
mercoledì, 17 gennaio 2007



Oggi è in linea un mio racconto: il calore delle mani. Mi faceva piacere comunicarvelo.


www.leggendoscrivendo.it/narra.htm#narra8

Ditemi poi che cosa pensate dei colori del blog.
Mi sono messa a giocare con il template senza capirci nulla, solo, volevo qualcosa di particolare.
Lo sfondo del titolo a tinta unita non mi piace per nulla ma non saprei come cambiarlo. Un giorno forse...
postato da: sabrinamanca alle ore gennaio 17, 2007 13:21 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni