Lo scrittore e il gangster
Ora vi racconterò una storia che ha dell’irreale, come ogni storia vera che si rispetti.
Un tizio, uno scrittore, si reca spesso in un carcere per fare dei seminari e dei corsi di scrittura creativa. Il bibliotecario lo coadiuva , i detenuti sono entusiasti. Si crea una bella atmosfera. Lo scrittore simpatizza con C. un vero e proprio gangster, a capo di una succursale della mafia locale, uno con i mezzi, insomma.
In prigione conosce anche una ragazza, moglie di un zingaro detenuto per furto, e scopre che lei abita nella cittadina. Lui, lo scrittore, viene dalla capitale. Si mettono quindi d’accordo perché l’uomo l’accompagni in carcere e la riaccompagni in città quando la attraversa per andar via. Solo, le visite della donna sono brevi mentre i suoi seminari durano delle ore, a volte prendono l’intera mattinata.
La donna non sembra preoccuparsene e propone all’uomo di darle le chiavi così potrà sedersi in macchina e aspettarlo. Un giorno però egli si accorge che l’automobile non è più esattamente dove è stata parcheggiata e decide di far più attenzione per confermare il sospetto che lei la utilizzi. Il giorno seguente il contachilometri cancella i suoi dubbi.
L’uomo è furioso – ti ho dato fiducia e tu che fai? Ne approfitti! Scendi dall’auto e sparisci
La donna, per nulla imbarazzata, lo insulta e lo minaccia.
Da quel momento la vita per lo scrittore diventa un inferno. La sua auto viene danneggiata continuamente. Degli individui lo seguono, lo insultano, lo aspettano sotto casa, minacciano di fare del male alla sua famiglia.
L’uomo è esasperato. Poi, l’illuminazione. Al seguente seminario si sfoga con il gangster suo amico il quale lo rassicura – non ne parliamo più, i tuoi problemi sono già finiti.
E così è, gli zingari spariscono dall’oggi al domani. Il gangster, invece, si ripresenta, e con il conto, questa volta.
- sto comprando un bar ma non posso farlo a mio nome, ti scoccerebbe se usassi il tuo?
Lo scrittore non ha quello che si dice un ampio margine di scelta e acconsente.
Qualche mese dopo la sua apertura, il locale viene chiuso per traffico di droga. Il suo proprietario, lo scrittore, è ora in cella e attende il processo.
Ma perché vi racconto questa vicenda, mi domanderete? Innanzitutto perché è una storia interessante di per sé e le storie interessanti piacciono, soprattutto quando sono vere. Poi, perché stamattina mi è venuto in mente, o come dicono qui, à l’esprit, allo spirito, uno strano paragone.
Mi sono detta, ammettendo che Berlusconi sia come quello scrittore, un uomo generoso che per il suo buon cuore si trova immischiato con gente di bassa lega, posso tranquillamente immaginare che se c’è un gangster, di quelli potenti, con tutti i mezzi, col quale ha annodato una sincera amicizia, questo è senza dubbio alcuno Vladimir Putin.
Ora, se non fosse che il Cavaliere è a capo del governo italiano la cosa non mi riguarderebbe, ma dato che Silvio Berlusconi è il nostro primo ministro, il capo del nostro esecutivo, ho ogni diritto, penso, di attendere con la più grande apprensione il momento in cui Putin presenterà il suo conto.