venerdì, 09 maggio 2008
Penmarc'h
Stamattina mi sentivo motivata per un post ma splinder non mi ha permesso di scriverlo.
Tant pis!
Domani partiremo per qualche giorno, di nuovo in Bretagna, per un salone letterario e un giretto al mare.
Il paesino del titolo è bretone e si pronuncia Pamar!
Al mio ritorno vi dirò.
Buon fine settimana a tutti e spero che il vostro cielo interiore sia limpido quanto quello che le mie finestre incorniciano.
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 09, 2008 18:49 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni
martedì, 06 maggio 2008
Primavera

C'è un tempo per scrivere e un tempo per vivere?
Forse la risposta è meno lapidaria e drammatica.
Fuori c'è il sole. L'aria è tiepida. Indovinate il colore del cielo. Sorvolerò sul cinguettio degli uccelli, la frescura sotto alle fronde dei rami, i pollini che danzano con le api e questo tepore erotico che provoca il disgelo del mio corpo. Tutte splendide banalità.
Non sono una giustificazione ma un impulso incontrollabile.
Uscire. Sorridere. Respirare profondamente. Ridacchiare. Sospirare canticchiando.
Porterò un libro al parco con me. Che non leggerò.
postato da: sabrinamanca alle ore maggio 06, 2008 08:25 | Permalink | commenti (9)
categoria:riflessioni
venerdì, 02 maggio 2008
Una madre di sei mesi

Ecco raggiunta e superata la boa dei sei mesi, nonostante il mare agitato e la poca esperienza con vele e rande.
Le domande di amici (amiche) e conoscenti incalzano: ma che cosa fa a sei mesi? Sta seduta? Sta in piedi? Mangia con il cucchiaio? Fa ciao con la manina? Si gira da entrambi i lati? Ti riconosce, riconosce gli estranei? Mette tutto in bocca? No, perché il mio/la mia faceva così, e blabla, blabla, blabla...
Il dubbio mi attanaglia di sapere che cosa gli esserini di razza umana facciano a sei mesi nei manuali. Vado alla ricerca, poi confronto la bibliografia  con i miei dati e l' "esperimento"in corso,soprattutto per rispondere alle domande con precisione di dettagli.
Mi chiedevo però se da qualche parte non esistesse un manuale sulla madre e il suo sviluppo, per esempio: che cosa sa fare una madre a un mese, due, sei ?
Io ho imparato tanto in questi ultimi tempi. Riesco a compiere un numero sempre crescente di azioni pur restando addormentata, sto perfezionando le mie qualità di compositrice di musica e parole per canti a cappella, ninne nanne e intermezzi rock, per non parlare del teatro, sono diventata un'attrice drammatica di notevole spessore, non solo, ma metto su pièces su pièces con capacità registiche davvero impressionanti, così, in pochi minuti, sui più svariati soggetti e con le più diverse angolature e prospettive. Mi sto allenando nel contorsionismo facciale e corporale anche se credo che questa dote verrà perfezionandosi più avanti con la bisogna.
Sviluppo con una rapidità insperata doti di veggenza, sono capace di prevedere ciò che si compirà in pochi istanti se non si esercita le necessaria prudenza e non si prendono le debite precauzioni.
Anche il mio fisico è divenuto più rapido nell'arte dello schivare. Costretta a farmi carico di un fardello dotato di mani divenute improvvisamente prensili (e non poco) e decise a ottenere tutto ciò che sfiorano, sono costretta a ricalcolare continuamente le distanze che ci separano da suddetti oggetti per salvare loro la vita (lo sa bene un curioso gatto egiziano, dotato un tempo di magnifiche, lunghissime orecchie, ora mozzate da una caduta dal terzo piano della libreria).

Sono fiera del mio ritmo di apprendimento che solo talvolta cede il passo alla frustrazione e alla fatica dei  miei anni che mi costringono nella categoria di "primipara attempata", ma comincio a sospettare che ciò che mi attende sarà infinitamente più duro e provante.
Su una cosa sarò ferma e irremovibile: a diciotto anni  via di casa, filare, sparire, andare dovunque ma lontano. Se non lo farà lei, lo farò io!
***
Oggi è una splendida giornata e così sarà per tutto il fine settimana. La città prende un altro abito, molto più gaio, con il sole. I palazzi haussmaniani riflettono un po' della luce mattutina e qualche timido sorriso appare sul viso dei passanti. Gabbiani e rondini svolazzano sul tetto del mio, cantando false note su questa primavera tardiva. Quando il bel tempo trova il coraggio di presentarsi all'appuntamento con le stagioni non è più il tempo delle parole.
Si esce.


postato da: sabrinamanca alle ore maggio 02, 2008 09:35 | Permalink | commenti (6)
categoria:riflessioni, mamma
venerdì, 25 aprile 2008
Madre Coraggio e l'operaio

merecourageLa guerra è utile, perfino auspicabile, aiuta a scegliere il proprio campo, a serrare le file, conoscere il nome del vicino, e soprattutto a vivacizzare i commerci.
Anna Fierling, detta Madre Courage è una vivandiera che va in giro con la sua carovana e i tre figli cercando di racimolare il necessario per riempire lo stomaco. Baratta capponi e camicie, proiettili e acquavite. Cammina, si ferma e osserva per poi fiutare da che parte tira il vento, e infine si accomoda e comincia a fare commercio. Contrattare è come respirare per lei. Contratta perfino con i soldati che hanno rapito il secondo dei suoi figli. Lo perde.
Il primo parte in guerra nonostante la madre abbia cercato con tutte le sue forze di convincerlo a non farlo.
E' la vita stessa a spingere la carovana di Madre Courage, la vita contro la morte.
La guerra per madre Courage è solo morte, dietro a tutti i pretesti, gli eroismi e i principi ispiratori ma una  contraddizione evidente le fa odiare anche la pace perché essa significa fine dei commerci, e quindi fame e morte.
Chi costringe i poveri ad amare la guerra e i sotterfugi, e abbandonare l'innocenza?
Chi li obbliga a dover scegliere fra il proprio stomaco e i più nobili valori?
Ogni uomo su questa terra dovrebbe avere la pancia piena, e solo allora si potrebbe pretendere l'eroismo.
***
Che c'entra l'operaio in tutto questo? Stamattina ho letto come prima notizia della morte di un operaio caduto da un terrazzo fulminato da una scarica elettrica, e del fatto che diversi passanti lo abbiano ignorato, nonostante il sangue e il cranio fracassato, e addirittura scavalcato. Per questa reazione non trovo un perché.


postato da: sabrinamanca alle ore aprile 25, 2008 22:04 | Permalink | commenti (4)
categoria:riflessioni, eventi, guerre
mercoledì, 23 aprile 2008
un filo di fumo per donne di casa

camilleri_SMIeri notte, dopo aver tramortito e messo a letto la bambolina ho cercato di dare un aspetto accettabile alla cucina, dopo giorni di negligenza (ne basta uno, soprattutto se è L. che cucina). La radio l'avevo ascoltata per tutta la giornata, a ripetizione. Oramai conoscevo tutti i particolari sulla bufala della morte di un giornalista tv data da un'emittente radio "europe 1" e che si era poi diffusa nelle più importanti televisioni rendendo ridicoli tutti coloro che non si erano dati la pena di ri-verificare e i conduttori di emissioni che si erano trovati a doverla annunciare, con la tristezza contegnosa di circostanza. Avevo anche fatto tutti i commenti possibili sulla dietro-front della Francia nell'atteggiamento nei confronti della Cina. Avevo insultato diversi manifestanti cinesi che davano della "puttana" a Giovanna D'Arco e dell'invertito a Napoleone ( e poi dicono che i cinesi non vivono con due secoli di ritardo!).
Insomma, ne avevo fin sopra i capelli di parlare con la radio e allora ho avuto l' idea (illuminata, a posteriori) di mettere su l'audio-libro di "un filo di fumo" di Camilleri  (fullcolorsound).
Ha avuto ragione Giorgio Pintus nella sua splendida prefazione sul racconto "cuntato" di Camilleri, Fiorello mi ha narrato una storia davvero esilarante e ha ricostruito intorno a me l'atmosfera di Vigata a fine '800 e le vicissitudini della famiglia Barbabianca, odiata da tutto il paese. Le musiche inconfondibili di Rava, la voce di Olivia Sellerio, che cantava alcune frasi del testo, mi hanno reso davvero gradevole l'ascolto, anche quando mi distraevo, seguendo il corso dei miei pensieri.
Non vedo l'ora di attaccare "San Isidoro futbòl" di Pino Cacucci!
***
Vi lascio con una chicca trovata sul sito  vie de merde:
Oggi mentre lasciavo passare un pedone il tizio che stava dietro mi ha tamponato, sono uscito dall'auto insultando il pirata della strada con "grande pezzo di merda". Era mia nonna e abbiamo fatto il CID a casa. Il "grande pezzo di merda" non mi darà più soldi a Natale.

postato da: sabrinamanca alle ore aprile 23, 2008 08:23 | Permalink | commenti
categoria:recensioni, romanzi
martedì, 22 aprile 2008
Vie de merde
Alcuni amici prendono l'abitudine di terminare i resoconti delle loro disavventure quotidiane (un po' il concetto della legge di Murphy) con un "vdm" (si pronuncia vedeem, vita di merda). Dopo qualche mese decidono di aprire un blog che ora, con centinaia di migliaia di visite al giorno, conosce un vero e proprio successo. E' un blog collettivo, più che collettivo: chiunque vi può raccontare le proprie piccole o grandi tragedie quotidiane e sotto al resoconto i lettori possono, o compatire il malcapitato - son d'accordo, è proprio una vita di merda, o dirgli - ben ti sta!
Ci sono diverse categorie come amore, sesso, lavoro,  e una top parade.
Ai primi posti:

Oggi entro nel mio 45 anno di vita e sono ancora vergine.

Oggi l'agente immobiliare è venuto a far visitare l'appartamento e ha aperto la porta della mia stanza mentre mi stavo masturbando.

Oggi scrivo alla mia ragazza su msn ed è la sua coinquilina che mi avverte - D. non c'è, ha detto che andava dal suo ragazzo. Ho cercato scrupolosamente ma da me non c'è.

Oggi ho confessato a mio padre che ero lesbica. Il solo commento che ha fatto è stato - non mi meraviglia, del resto tutte le lesbiche sono brutte!

Oggi, dopo un interminabile serie di analisi vengo informato che sono sterile, il tutto mentre mia moglie aspetta il nostro secondo figlio.

***
Nella puntata di lunedì scorso di Anno Zero, ho intravisto l'architetto Massimiliano Fuksas disquisire sull'ignoranza degli uomini politici e in particolare di Silvio Berlusconi. Fuksas ha citato un paio di gaffes grossolane e ne ha fatta una lui stesso, volendo umiliare il suo prossimo.
Premetto che non conosco Fuksas come ospite televisivo dunque mi esprimo sul concetto del suo intervento perché ritengo che meriti una riflessione particolare da parte di noi cittadini ed elettori.

La domanda che mi pongo da qualche tempo è: che cosa vogliamo noi cittadini quando deleghiamo un politico a governare il paese con i nostri voti?
La risposta non è immediata né semplice, mi sembra.

Nel caso dell'intervento di Fuksas posso intravedere una parte della risposta. Perché richiedere a un uomo politico d'esser colto? Perché dovrebbe conoscere la storia, la filosofia, la letteratura, l'arte?
Non certo per fare citazioni che diminuiscano il suo interlocutore.
La storia, così come la filosofia, la letteratura e l'arte ci permettono di capire chi siamo. Nella storia c'è il nostro passato e quindi il futuro, nella filosofia la capacità di riflettere sui movimenti del nostro spirito, nella letteratura e nell'arte ritroviamo ancora una volta ciò che siamo capaci di esprimere sia come singoli che all'interno di un contesto, una comunità.
La cultura è quindi una chiave di lettura essenziale per aprire la mente su noi stessi e serve all'uomo politico per dargli quella lungimiranza che il cittadino, preso dalla vita di tutti i giorni, dimentica.
La cultura però non è essenziale, non solo, direi che non ha alcun senso se non è messa a servizio di questa conoscenza e comprensione.
Ho conosciuto persone colte ma incapaci di correlare le loro nozioni alla realtà e persone sagge che non possiedono una cultura nel senso comune del termine ma che, per aver passato la vita ad osservare l'altro con curiosità e umiltà, possiedono gli stessi concetti dei più grandi filosofi, la stessa percezione dell'uomo e i suoi movimenti dei maggiori storici, e la stessa "preveggenza" dei più colti cervelli.

postato da: sabrinamanca alle ore aprile 22, 2008 10:50 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, riflessioni, francia
lunedì, 21 aprile 2008
La gaia Parigi sotto l'occupazione nazista

Questa esposizione di splendide fotografie, racconta di una Parigi a colori e glamour durante l'occupazione nazista. Nessuna traccia delle code per il pane, del mercato nero, della povertà, della paura.
La spiegazione è semplice : il fotografo è André Zucca che, dopo aver lavorato come fotoreporter per Petit Parisien e Match, viene requisito dai tedeschi per farne il corrispondente parigino della rivista Signal.
La expo parisiens che nasce dal blog dello scrittore Pierre Assouline su "Le monde" si sposta poi in seno alla stessa giunta della "mairie de la ville"e si concentra attorno al titolo dell'expo: "les parisiens sous l'occupation" che secondo l'assessore alla cultura della città racconta di una città felice e spensierata sotto la benevolenza dei  tedeschi.
Splendide fotografie raggruppate per quartieri, da porte Maillot a Belleville, passando per gli Champs Elisées, i Grands Boulevards, Concorde e Le Marais che raccontano di una città viva, allegra, nel complesso spensierata. Non mancano però le prove storie che mentre le belle donne di Zucca passeggiavano nei grandi viali a poche vie di distanza altri parigini venissero fatti prigionieri,torturati, giustiziati.
***
Vi parlo di questa polemica perché mi sembra d'estrema attualità rispetto a ciò che accade con i giochi olimpici fra Francia e Cina. Come sapete il paese ha accolto con proteste e manifestazioni il passaggio della fiaccola. Gli atleti francesi hanno deciso di portare un badge al petto con una scritta apparsa a tutti inizialmente molto insignificante "per un mondo migliore", ebbene, il badge è stato proibito, i cinesi hanno organizzato un boicottaggio dei prodotti francesi e delle manifestazioni di protesta nelle sedi dell'ambasciata francese a Pechino e davanti ad alcune insegne francesi come Carrefour.
I cinesi però, non hanno mai avuto diritto alle immagini diffuse in tutto il resto del mondo, né a quelle della repressione in Tibet.



postato da: sabrinamanca alle ore aprile 21, 2008 11:33 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, eventi, cina, diritti civili
domenica, 20 aprile 2008
Giornalismo?
"

Roma, violentata in strada
scatta l'allarme stupri

Dopo il caso di Milano una studentessa del Lesotho pugnalata e stuprata in una stazione. "Voglio incontrare i due angeli che mi hanno salvata". Arrestato un romeno 37enne (foto). A ottobre l'aggressione mortale alla Reggiani. E una anziana è stata strangolata in casa per rapina."

***
Questa l'apertura di Repubblica online del mattino.
Mi chiedo se il giornalismo abbia smesso la sua funzione.
Come è possibile scrivere : Allarme stupri???
Che cosa significa? E' la primavera con i suoi pollini che farebbe scattare un'epidemia di violenze sessuali, oppure in uno zoo delle vicinanze si è verificata una fuga di romeni che invadono le strade del quartiere violentando a destra e a manca?




postato da: sabrinamanca alle ore aprile 20, 2008 10:32 | Permalink | commenti (6)
categoria:riflessioni, breaking news
sabato, 19 aprile 2008

Lo scrittore e il gangster

Ora vi racconterò una storia che ha dell’irreale, come ogni storia vera che si rispetti.berlusconi e puti
Un tizio, uno scrittore, si reca spesso in un carcere per fare dei seminari e dei corsi di scrittura creativa. Il bibliotecario lo coadiuva , i detenuti sono entusiasti. Si crea una bella atmosfera. Lo scrittore simpatizza con C. un vero e proprio gangster, a capo di una succursale della mafia locale, uno con i mezzi, insomma.
In prigione conosce anche una ragazza, moglie di un zingaro detenuto per furto, e scopre che lei abita nella cittadina. Lui, lo scrittore, viene dalla capitale. Si mettono quindi d’accordo perché l’uomo l’accompagni in carcere e la riaccompagni in città quando la attraversa per andar via. Solo, le visite della donna sono brevi mentre i suoi seminari durano delle ore, a volte prendono l’intera mattinata.
La donna non sembra preoccuparsene e propone all’uomo di darle le chiavi così potrà sedersi in macchina e aspettarlo. Un giorno però egli si accorge che l’automobile non è più esattamente dove è stata parcheggiata e decide di far più attenzione per confermare il sospetto che lei la utilizzi. Il giorno seguente il contachilometri cancella i suoi dubbi.
L’uomo è furioso – ti ho dato fiducia e tu che fai? Ne approfitti! Scendi dall’auto e sparisci
La donna, per nulla imbarazzata, lo insulta e lo minaccia.
Da quel momento la vita per lo scrittore diventa un inferno. La sua auto viene danneggiata continuamente. Degli individui lo seguono, lo insultano, lo aspettano sotto casa, minacciano di fare del male alla sua famiglia.
L’uomo è esasperato. Poi, l’illuminazione. Al seguente seminario si sfoga con il gangster suo amico il quale lo rassicura – non ne parliamo più, i tuoi problemi sono già finiti.
E così è, gli zingari spariscono dall’oggi al domani. Il gangster, invece, si ripresenta, e con il conto, questa volta.
- sto comprando un bar ma non posso farlo a mio nome, ti scoccerebbe se usassi il tuo?
Lo scrittore non ha quello che si dice un ampio margine di scelta e acconsente.
Qualche mese dopo la sua apertura, il locale viene chiuso per traffico di droga. Il suo proprietario, lo scrittore, è ora in cella e attende il processo.

Ma perché vi racconto questa vicenda, mi domanderete? Innanzitutto perché è una storia interessante di per sé e le storie interessanti piacciono, soprattutto quando sono vere. Poi, perché stamattina mi è  venuto in mente, o come dicono qui, à l’esprit, allo spirito, uno strano paragone.
Mi sono detta, ammettendo che Berlusconi sia come quello scrittore, un uomo generoso che per il suo buon cuore si trova immischiato con gente di bassa lega, posso tranquillamente immaginare che se c’è un gangster, di quelli potenti, con tutti i mezzi, col quale ha annodato una sincera amicizia, questo è senza dubbio alcuno Vladimir Putin.
Ora, se non fosse che il Cavaliere è a capo del governo italiano la cosa non mi riguarderebbe, ma dato che Silvio Berlusconi è il nostro primo ministro, il capo del nostro esecutivo, ho ogni diritto, penso, di attendere con la più grande apprensione il momento in cui Putin presenterà il suo conto.

 

postato da: sabrinamanca alle ore aprile 19, 2008 08:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, berlusconi
venerdì, 18 aprile 2008
Ieri è morto Aimé Césaire


aime cesaire
L'uomo che inventò la "Negritudine" e al quale, come l'hanno detto bene  alcuni, calza come un guanto la definizione di "sublime e ardente".
Poeta e eroe. Grande fra i grandi della terra.

"E noi siamo in piedi, ora, il mio paese ed io, i capelli al vento, la mia piccola mano ora nel suo pugno enorme e la forza non è in noi, ma al di sopra di noi, in una voce che fora la notte e l’uditorio come la puntura di una vespa apocalittica. E la voce sentenzia che l’Europa ci ha per secoli rimpinzato di menzogne e gonfiato di pestilenze,
poiché non è affatto vero che l’opera dell’uomo è finita
che noi non abbiamo nulla da fare nel mondo
che noi siamo i parassiti del mondo
che è sufficiente che ci mettiamo al passo col mondo
ma l’opera dell’uomo è appena incominciata
e l’uomo deve ancora vincere ogni divieto immobilizzato agli angoli del suo fervore
e nessuna razza possiede il monopolio della bellezza, dell’intelligenza, della forza
e c’è posto per tutti all’appuntamento con la conquista e noi ora sappiamo che il sole gira attorno alla nostra terra rischiarando la particella che la nostra volontà sola ha fissato, e che ogni stella cade dal cielo sulla terra al nostro comando, senza limiti."

Et nous sommes debout maintenant, mon pays et moi, les cheveux dans le vent, ma main petite maintenant dans son poing énorme et la force n’est pas en nous, mais au-dessus de nous, dans une voix qui vrille la nuit et l’audience comme la pénétrance d’une guêpe apocalyptique. Et la voix prononce que l’Europe nous a pendant des siècles gavés de mensonges et gonflés de pestilences,
car il n’est point vrai que l’œuvre de l’homme est finie
que nous n’avons rien à faire au monde
que nous parasitons le monde
qu’il suffit que nous nous mettions au pas du monde
mais l’œuvre de l’homme vient seulement de commencer
et il reste à l’homme à conquérir toute interdiction immobilisée aux coins de sa ferveur
et aucune race ne possède le monopole de la beauté, de l’intelligence, de la force
et il est place pour tous au rendez-vous de la conquête et nous savons maintenant que le soleil tourne autour de notre terre éclairant la parcelle qu’a fixée notre volonté seule et que toute étoile chute de ciel en terre à notre commandement sans limite.

postato da: sabrinamanca alle ore aprile 18, 2008 23:39 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, politica